Fontego dei Tedeschi, la Sovrintendenza dice sì al restyling. Le scale mobili retrattili in mezzo alla corte sono sparite dai disegni, al loro posto un sistema di risalita meno impattante. Va in pensione anche la terrazza sul canal Grande. L'ex sede delle Poste di Venezia diveterà nei progetti un grande magazzino Rinascente. Fontego dei Tedeschi, la Sovrintendenza dice sì al restyling. II nuovo progetto dell'archistar Rem Koolhaas ha cancellato le scelte che avevano provocato la bocciatura dei Beni culturali e la trasformazione del fontego in un moderno grande magazzino ha avuto il placet. Sparisce la grande scala mobile retrattile in mezzo alla corte a favore di un sistema di risalita meno impattante e «interno» (simile a quello di Coin). E va in pensione la terrazza sul tetto affacciata sul Canal Grande: al suo posto una venezianissima altana di legno permetterà di godersi la vista mozzafiato sul ponte di Rialto, ma senza copertura in vetro a scomparsa sul tetto e nemmeno il ristorante con tavolini all'aperto. Ieri la comunicazione del via libera è stata notificata a Comune e Edizioni Property, ora manca il voto del consiglio comunale, il rilascio delle autorizzazioni urbanistiche e poi i cantieri per la riqualificazione dell'ex sede delle Poste di Venezia a grande magazzino Rinascente possono partire. In tempi di chiari di luna per il bilancio, è davvero di una buona notizia per Ca' Farsetti. Sono infatti salvi i 6 milioni di euro di beneficio pubblico che in caso di un no ai progetti, l'amministrazione avrebbe dovuto restituire alla società immobiliare della famiglia Benetton. «I lavori partiranno al più presto - commenta il sindaco Giorgio Orsoni - Non posso che essere felice dell'approvazione, le problematiche emerse nella valutazione del piano di recupero alla fine hanno portato a soluzioni migliorative». C'è voluto un anno esatto perché arrivasse il via libera, un anno attraversato da un dibattito infuocato fuori e dentro il Comune, da accese polemiche, ricorsi al Tar ed esposti di comitati e associazioni come Italia Nostra e una discussione su scala internazionale al vetriolo. Più o meno quanto sta accadendo in questi giorni per il Palais Lumière di Pierre Cardin. Con una complicazione in più però, una trattativa snervante tra pubblico e privato sull'entità del beneficio pubblico. Alla fine, il 28 dicembre 2011, Comune e Edizioni Property sono arrivati all'accordo ma subito in città è scoppiata la bufera sul progetto di recupero dell'archistar olandese Rem Koolhaas. Tant'è che Direzione regionale per i beni culturali e Soprintendenza, prima di esprimersi e rispedire al mittente il progetto iniziale, avevano chiesto l'intervento del Comitato tecnico scientifico ministeriale che, l'estate scorsa, ha appunto chiesto una rivisitazione di scale mobili e terrazza. Di fronte alla «bocciatura» Koolhaas si era detto contrario e in un'affollatissima lectio magistralis all'Iuav aveva annunciato che non avrebbe fatto dietrofront. Alla fine, l'architetto ha ceduto e a settembre è iniziata una fitta trattativa con palazzo Ducale. II 12 novembre l'ultima versione del progetto è stata protocollata e ieri è arrivato il via libera a procedere. «Siamo molto soddisfatti e contenti - dice Edizione Property - Ringraziamo tutte le autorità per la grande collaborazione, non appena gli iter autorizzativi saranno conclusi partiremo con i cantieri». In casa Benetton (e sicuramente anche allo studio Oma di Koolhaas) dispiace un po' aver dovuto abbandonare l'ipotesi dell'avveniristica scala mobile a scomparsa in corte e della terrazza. «Abbiamo trovato una soluzione che rispetta le richieste del Comitato ministeriale e le esigenze commerciali», conclude Property. Ci vorranno due anni perchè la Rinascente inauguri i negozi, molti dedicati all'artigianato locale.