A Roma i monumenti e le piazze del centro storico, Fori, Colosseo, Pantheon, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, sono ancora invase da bancarelle, camion bar, venditori ambulanti, gladlaton, mimi, giocollerl e schiere di "caricaturisti". In attesa che venga applicata la «Direttiva decoro» del ministro Lorenzo Ornaghi, ossia le regole antidegrado per restituire dignità alle città d'arte allontanando gli abusivi e applicando nuove regole ai venditon in regola, nella capitale i volontari di alcuni Municipi hanno cominciato a smantellare pile di tavoli e sedie che invadono piazza Navona bloccando il passaggio a visitatori e residenti. Problemi dl decoro non sono solo romani: nella Reggia di Caserta banchetti improvvisati assediano entrate e cortili interni, a Venezia situazione critica intorno a Rialto e Riva degli Schlavonl, a Firenze ritrattisti e venditori dilagano dagli Uffizi a San Lorenzo e Santa Croce, a Pompei gli abusivi sono fuori e spesso dentro gli scavi. Ma non appena la direttiva Ornaghi (i soprintendenti devono verificare l'esistenza di divieti di commercio e invitare i Comuni a farli rispettare) è uscita sulla "Gazzetta Ufficiale" (n. 262 del 9 novembre), le «centomila bancarelle» del Paese hanno dichiarato guerra alla direttiva del Mlbac. Le nuove regole infatti non lasciano tranquilli bancarelle e camion concessionari di consolidate licenze. Infatti, recita la direttiva Ornaghi «Le concessioni non danno mai luogo a diritti intangibili, anche se rilasciate da anni». Insomma i provvedimenti di decoro e tutela del patrimonio artistico sono «prevalenti sui titoli amministrativi, pur legittimi, di tipo commerciale (...) sono pertanto idonei a travolgere e superare ogni precedente provvedimento amministrativo di altre autorità». II 18 novembre, contro la Direttiva decoro, si sono scagliate le critiche del Congresso Nazionale Fiva (Federazione Italiana venditori ambulanti) che sl è tenuto a San Servolo (Venezia): «Se si dovesse applicare la circolare Ornaghi, ha detto il vicesindaco Sandro Simionato, a Venezia dovremmo chiudere tutto, snaturando il centro storico e desertificando la città». In Veneto le bancarelle sono 30mila, in provincia di Modena gli imprenditori del commercio ambulante sono 1.400 ed egualmente allarmati: «Una direttiva superflua che non colpisce la piaga dell'abusivismo: i Comuni hanno già tutti gli strumenti per tutelare i beni culturali», afferma a Modena Alberto Guaitoli, presidente di Anva Confesercenti.