La Fondazione del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è da ieri il primo luogo in Italia in cui bisognerà esigere una «quota azzurra» con l'inserimento di un elemento maschile in qualche ruolo. Dopo la nomina di Giovanna Melandri alla presidenza da parte del ministro Lorenzo Ornaghi, lo stesso responsabile del dicastero dei Beni e attività culturali ha nominato come membri del Consiglio di amministrazione Beatrice Trussardi e Monique Veaute. Beatrice Trussardi è non solo presidente e amministratore delegato del Gruppo Trussardi, ma anche presidente della Fondazione Nicola Trussardi, dal 2002 attivissima come «museo nomade» per l'arte contemporanea. Invece il nome di Monique Veaute, ex amministratore di Palazzo Grassi a Venezia, è strettamente legato dal 1984 alla Fondazione Romaueropa arte e cultura di cui è presidente. E poi nella vicenda del Maxxi altri tre nomi fondamentali nella sua storia appartengono a donne. Prima di tutto Zaha Hadid, l'architetto progettista. E poi i due direttori delle sezioni del Maxxi: Margherita Guccione, per l'architettura, e Anna Mattirolo. Commenta Giovanna Melandri: «Le figure dei due nuovi consiglieri sono di grande spessore e competenza. Lavoreremo insieme per garantire al Maxxi il ruolo di centro propulsore e catalizzatore della creatività contemporanea, per il suo riposizionamento internazionale, per la garanzia di finanziamenti certi, anche con il coinvolgimento di soggetti privati. La sfida del Maxxi continua tutta al femminile. Progettato da una donna, a guidarlo sarà ora un Consiglio tutto al femminile». Soddisfatto anche Ornaghi, soprattutto dopo le polemiche che accompagnarono la designazione di Giovanna Melandri alla presidenza: «Il profilo professionale e l'esperienza maturata da entrambe le nuove consigliere nell'ambito dell'arte contemporanea e nel mecenatismo costituiscono un'affascinante premessa per l'avvio di una nuova stagione per il rilancio internazionale della Fondazione». Da notare che la Fondazione Nicola Trussardi è diretta dal 2003 da Massimiliano Gioni. Il quale, a sua volta, è stato nominato curatore della Biennale di arte contemporanea 2013. Maxxi e Biennale idealmente collegati, suggestione a dir poco affascinante per due grandi istituzioni internazionali ma italiane.