Dall'ottobre 2009 non è più quella che era, in questi giorni si vede il vecchio e il nuovo MA CHE cinema è Porta Susa? Intesa come area, come stazione, come porta di Torino destinata a diventare l'ingresso principale su rotaia della città. Che work in progress. Che spettacolare allestimento in continuo farsi e disfarsi da tre anni. Dall'ottobre del 2009 non è più quella che era. A pezzo a pezzo il cambiamento è proseguito e proseguirà ancora per mesi. Soltanto in primavera potrà vedersi ciò che diventerà. Questi sono giorni e settimane in cui si può ancora godere o patire dipende dai punti di vista il lungo momento di transizione che ha giocato a rimpiattino con consuetudini e aspettative dei torinesi, nonché con il paesaggio urbano dell'area compresa fra piazza XVIII Dicembre, corso Vittorio Emanuele, corso Bolzano e corso Inghilterra. Chi si è servito della stazione in questi anni, e ancora di più in questi ultimi mesi, ha visto cambiare da un giorno all'altro percorsi, orizzonti e abitudini consolidate. Si è dovuto adattare allo stato di avanzamento dei lavori. Un giorno, raggiungevi i binari dopo aver fatto una determinata gimkana nel cantiere; il giorno dopo, rientrato dal viaggio, per uscire dal sotterraneo dovevi imboccare altre scale, ritornare sui tuoi passi, tirare i dadi e sperimentare tortuose strade come un improvvisato esploratore. Era ormai un gioco di società. Giocato anche da parenti e amici che alla stazione venivano a prendere e a portare i viaggiatori. Dismessa la vecchia Porta Susa, in attività per un secolo e mezzo, è apparso il volto della nuova stazione. È in vetro e acciaio, e sembra che guardi il cielo. La struttura è firmata da quattro architetti: Duthilleul, Tricaud, D'Ascia e Magnaghi. Lunga circa quattrocento metri, in certi punti arriva a toccare i venti metri di altezza. Sono centootto archi e una distesa di pannelli fotovoltaici. Vista dall'alto sembra un'onda larga e trasparente. Dà l'idea di imponenza e, insieme, di leggerezza. Come una crisalide che sta uscendo dal bozzolo. Continua a uscire, giorno dopo giorno. Uno non pensava che prima o poi sarebbe uscita per intero. E invece succederà, pare. Perché tutte le cose finiscono. Anche le stazioni ferroviarie. Anche i lavori per costruire una stazione ferroviaria. Anche i mutamenti. E così, anche la nuova Porta Susa potrà cominciare a invecchiare.