Niscemi. Tanti segni di scavo nel sito archeologico del Pisciotto e solchi nel terreno provocati quasi sicuramente da ricercatori abusivi di tesori ed addirittura anche con l'uso di pale meccaniche. E' quanto continua a verificarsi nell'altipiano del Pisciotto, un insediamento rurale della seconda metà del IV secolo avanti Cristo, caratterizzato da una suggestiva panoramica di prati verdi e di sugheri della Riserva naturale "Sughereta di Niscemi". Una zona depredata che ha indotto il geometra Salvatore Ravalli, direttore del Museo della Civiltà contadina, il presidente del Consiglio comunale Luigi Licata, l'avvocato Giovanni Di Martino, ex sindaco di Niscemi e Lino Conti a denunciare lo scempio che accade nel luogo con una lettera indirizzata al direttore del parco archeologico di Gela, al soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta, all'assessore regionale ai Beni culturali, al sindaco di Niscemi, al procuratore della Repubblica di Caltagirone ed ai Comandi della polizia di Stato, dei carabinieri e della polizia municipale niscemese. "Siamo venuti a conoscenza per caso durante la manifestazione contro l'installazione delle antenne Muos - scrivono nell'esposto i quattro firmatari - tramite una segnalazione del signor Lino Conti, che il sito archeologico di Valle Madoni in contrada Pisciotto viene sistematicamente depredato. Siamo rimasti allibiti recandoci nel luogo nel constatare che nella superficie dell'altipiano sono visibili senza tanti sforzi cocci di terracotta disseminati ovunque, lastroni di terracotta di grosso spessore, realizzati sicuramente per le coperture dei sepolcri". I quattro firmatari, inoltre, hanno segnalato una miriade di piccoli scavi che danno un effetto lunare e di saccheggio della superficie del terreno. "Un bene culturale - scrivono - selvaggiamente deturpato e un danno alla storia locale e ad un eventuale sviluppo del turismo culturale". Alberto Drago 07122012