Comitati cittadini e ambientalisti contestano l'iter dell'ultima modifica al piano e minacciano: ricorso al Tar o esposto LUCCA Associazioni e comitati cittadini sono sul piede di guerra contro il progetto del Comune per la riqualificazione di piazzale Verdi (costo previsto: 5 milioni 300mila euro), uno dei piani previsti nell'ambito dei progetti Piuss che - secondo le prescrizioni dell'Unione europea che eroga gran parte dei fondi necessari - dovranno essere ultimati entro il 2014 e rendicontati entro fine del 2015. Lucca bene comune, Amici dei musei, comitato Vivere il centro storico, Casapound, comitato del Parco di Sant'Anna, Assoarma, Legambiente, Italia nostra e Wwf sono i promotori della contestazione anche di quest'ultimo progetto, che prevede la creazione, in piazzale Verdi, di una enorme aiula di forma ellittica, pensata per ospitare spettacoli e rappresentazioni, contornata da siepi movibili alte fino a tre metri e caratterizzata da un'area centrale a forma di triangolo costellata di alberi. «Nel progetto non c'è niente che denoti questo spazio come area attrezzata per lo spettacolo, che invece è la sua destinazione», sbotta Roberto Mannocci, presidente della sezione locale di Italia Nostra. Non ci sono solo le caratteristiche strutturali del progetto a suscitare le contraddizioni di associazioni ambientaliste e comitati: questi contestano anche l'iter che ha seguito l'ultima versione del progetto. In particolare il fatto, sottolinea Mannocci, che il progetto sostitutivo a quello bocciato dalla Soprintendenza sia stato autorizzato «senza prima avere avuto il via libera della giunta comunale. Per questo abbiamo chiesto di prendere visione di tutti gli atti che lo riguardano. Ancora non abbiamo la panoramica completa. Poi valuteremo: siamo pronti a qualsiasi azione, dal ricorso al Tar agli esposti alla procura, secondo quello che verrà evidenziato». La storia. Il primo progetto per la ristrutturazione di piazzale Verdi, il parco della Rimenbranza dove si trovano la colonna in onore dei caduti e la pietra del Carso, viene autorizzato dal soprintendente a febbraio 2010 (durante la giunta Favilla). A maggio dello stesso anno, l'esposto di Italia nostra, che considera illegittima la previsione di spostare in un'altra area il monumento ai caduti. L'esposto fa scattare la revoca, sempre da parte della Soprintendenza, del progetto. Ma intanto, ricostruisce sempre Mannocci, «l'amministrazione va avanti con la gara per l'assegnazione di un appalto per un progetto revocato e fa ricorso al Tar contro l'annullamento. Non viene chiesta la sospensiva, e i tempi del Tar si allungano». Nell'aprile 2011 l'amministrazione avanza un secondo progetto, che prevede l'anfiteatro in piazzale Verdi ma senza spostare il monumento ai caduti sopra il baluardo bensì in un angolo della piazza. A giugno del 2012 la Direzione regionale dei beni culturali boccia anche il secondo progetto. Il terzo progetto. Arriva nell'estate 2012 (la giunta è già guidata da Alessandro Tambellini) e a settembre ottiene il via libera della Soprintendenza. Scatta la protesta di comitati e associazioni. E i consiglieri di minoranza chiedono il consiglio straordinario sui progetti Piuss. Il sindaco. «Abbiamo agito secondo correttezza e trasparenza»: così il sindaco Tambellini. Il quale spiega che se «non c'è stato passaggio di giunta è perché non si tratta di un nuovo progetto ma di una modifica a quello esistente. E in casi come questi non sono previsti passaggi di giunta. Del resto, c'era un progetto con molte problematiche e noi abbiamo cercato di semplificare una situazione complessa. Ci siamo mossi con molta buona fede - continua Tambellini - cercando di tutelare al massimo l'integrità della piazza e dei suoi monumenti».