Nuove accuse al consigliere del ministro. "Ci promise donazioni importanti" IL SEDICENTE professor Marino Massimo De Caro, ex «consigliere particolare del ministro dei beni culturali» nominato da Galan e confermato da Ornaghi, ex segretario organizzativo nazionale della associazione «Il Buongoverno » del senatore Marcello Dell'Utri, ed ex direttore della storica biblioteca napoletana dei Girolamini, in carcere per peculato aggravato dal 24 maggio con l'accusa di aver rubato circa 4000 volumi antichi, ha ricevuto ieri nel carcere di Rebibbia una nuova misura cautelare, che gli è stata notificata dai Carabinieri del Ros di Firenze. E' accusato di furto aggravato per aver fatto sparire una trentina di preziosi volumi, fra cui testi di Copernico e di Newton, dalla Biblioteca dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze, e una copia del «De plantis libri XVI» di Andrea Cesalpino, un celebre volume di botanica stampato nel 1583, dalla Biblioteca delle Scuole Pie Fiorentine dei Padri Scolopi. La nuova misura cautelare, che conferma l'incessante attività predatoria del bibliofilo De Caro, è stata emessa dal gip Antonio Pezzuti su richiesta dei pm Giuseppina Mione e Luca Turco, che da tempo indagano con i Ros sui rapporti fra De Caro e Dell'Utri, ipotizzando la corruzione. L'Osservatorio Ximeniano si affaccia su piazza San Lorenzo. Dal XVIII secolo, sotto la guida dei Padri Scolopi, è un centro di cultura scientifica sul solco della tradizione galileiana e sulle orme del grande scienziato Leonardo Ximenes. I Padri Scolopi si sono distinti in meteorologia, astronomia, cartografia, sismologia. Al Padre Barsanti si deve l'invenzione del primo motore a combustione interna della storia. L'Osservatorio conserva al suo interno una preziosa biblioteca. Padre Dante Sarti, ex provinciale e presidente della Fondazione Osservatorio Ximeniano, ha ricevuto all'inizio dell'anno due visite di De Caro, che si è presentato come «consigliere particolare del ministro» e come appassionato studioso galileiano, ha manifestato grande ammirazione per l'Osservatorio e si è proposto come una sorta di mecenate. «Ci ha detto ricorda Padre Sarti che avrebbe portato volumi e oggetti galileiani da Napoli. "Ho oggetti che sono appartenuti a Galileo", dichiarava. Girava per i locali, seguito da una segretaria con un taccuino, e faceva grandi profferte di valorizzazione dell'Osservatorio. Proponeva di farne una sorta di museo galileiano. Io rimasi quasi esterrefatto di queste sue promesse che, dati i tempi, mi sembravano astronomiche. "Mi faccia un promemoria", gli chiesi. Non l'ho più sentito».