II recente vertice di palazzo Chigi tra governo, regioni e associazioni di categoria del turismo, dal quale sarebbero dovute uscire le prime risposte ai problemi che affliggono il settore, si è risolto in un nulla di fatto. Dall'incontro con il governo siamo usciti con le stesse certezze che avevamo prima di entrare, cioè nessuna certezza per quanto riguarda la governance, il futuro assetto dell'Enit, il rifinanziamento della legge 135, l'abbassamento dell'Iva e il problema dei canoni demaniali. Tutti temi al centro della presidenza nazionale Assoturismo, svoltasi durante la Bit a Milano e alla quale ha preso parte l'onorevole Luca Danese, responsabile turismo della Margherita. Negli ultimi due anni, gli interventi del governo sul turismo sono stati indirizzati a dimezzare il bilancio dell'Enit senza procedere alla sua riforma, a decuplicare i canoni demaniali senza varare una riforma fiscale del settore, ad azzerare i finanziamenti e a rinunciare a una politica di sviluppo del settore. L'unica cosa certa uscita dal vertice è la creazione di un ulteriore tavolo tecnico istituzionale fra governo e regioni, composto da quattordici burocrati che, sentite le categorie produttive, avrà il compito di redigere proposte concrete e operative in merito alla governance, alla qualità e alla competitività. Ancora una volta, si è evitato di dare risposte. Sulla delicata e spinosa questione della promozione, al posto di indicazioni precise riguardo alla trasformazione dell'Enit in agenzia del turismo, ci è stata proposta una soluzione assolutamente inaccettabile quale la trasformazione dell'ente in società per azioni che, di fatto, ridurrebbe ancora la presenza e il ruolo delle imprese del turismo al suo interno. Tutto questo nonostante la contrarietà manifestata, insieme alle organizzazioni imprenditoriali, anche dalle regioni. In materia di riforma dell'Enit, riemergono scelte che le imprese, del turismo italiano e le loro organizzazioni di rappresentanza giudicano una grave alterazione degli orientamenti condivisi tanto dalle associazioni quanto dalle regioni. Un conto è infatti affrontare la riforma dell'Enit, altra cosa è puntare alla sua pura e semplice liquidazione e alla sua sostituzione con una nuova società che verrebbe costituita da Sviluppo Italia, salvo prevedere la possibilità di acquisizione di quote complessivamente di minoranza da parte delle regioni e delle associazioni di rappresentanza. Una tale soluzione rischia infatti di rinnegare l'interesse collettivo della funzione promozionale del turismo italiano e non risponde all'esigenza di un sistema di governance. Siamo nettamente contrari alla pri-vatizzazione, perché l"Enit, per la sua funzione, deve rimanere pubblico. È assolutamente indispensabile che governo, regioni, imprese e altre parti sociali riescano non solo a dialogare tra di loro, ma a mettere a punto un serio disegno di rilancio. Chiediamo solo regole chiare e rispettate, con un'organizzazione efficiente e adeguata, e un'assunzione di responsabilità tale da consentire alle aziende tu-ristiche di poter affrontare la sfida della competizione europea con qualche certezza in più. Competitività e qualità dell'offerta sono le parole chiave per consolidare le quote di mercato turistico acquisite dall'Italia a livello internazionale, ma soprattutto per ampliarle e potenziarle. Un impegno importante, a cui sono chiamati tutti. Le imprese hanno dato al governo un'ampia apertura di credito che però non si è ancora tradotta in decisioni di politica turistica e di governance. Il momento delle scelte è arrivato, se si vuole un futuro per il turismo italiano. presidente Assoturismo
La presidenza di Assoturismo ribadisce le critiche all'inazione del governo: serve la governance turistica, senza stravolgere l'Enit, che deve restare pubblico
Il vertice di palazzo Chigi tra governo, regioni e associazioni di categoria del turismo è stato un nulla di fatto. Non sono state date risposte ai problemi del settore, come la governance, il futuro assetto dell'Enit, il rifinanziamento della legge 135, l'abbassamento dell'Iva e il problema dei canoni demaniali. Il governo ha proposto la creazione di un ulteriore tavolo tecnico istituzionale per redigere proposte concrete e operative, ma non ha dato risposte precise sulla promozione e sulla trasformazione dell'Enit in agenzia del turismo. Le regioni e le organizzazioni imprenditoriali hanno espresso contrarietà alla proposta di privatizzazione dell'Enit.
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