Si insedia il commissario: "Proverò a ridare serenità e normalità" PER lui è un grande ritorno, dopo più di trent'anni di lontananza da Palermo. Un legame, quello con la sua città, mai perso nei vent'anni passati al ministero dei Beni culturali a occuparsi di tutte le emergenze delle opere d'arte, dal ripristino dei danni per la bomba agli Uffizi e all'Accademia dei Georgofili fino ai terremoti in Umbria, all'Aquila, in Emilia. Adesso gli toccherà affrontare l'emergenza del Teatro Massimo. Il prefetto Fabio Carapezza, 58 anni, figlio adottivo di Renato Guttuso, dal '92 nei ruoli del ministero dell'Interno, è da ieri commissario straordinario della fondazione lirico-sinfonica. Lo ha nominato il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. L'incarico, che avrà la durata di sei mesi, è arrivato dopo l'avvio di una procedura commissariale scattata per mettere fine, come scrive il ministero, alla «prolungata paralisi dell'attività ordinaria dell'ente e all'impossibilità di gestire la fondazione attraverso gli organi di amministrazione preposti». Il commissario Carapezza si insedierà domani mattina: con il suo arrivo decadono il sovrintendente Antonio Cognata, il consiglio d'amministrazione e le nomine dirigenziali. «Ringrazio il ministro per l'incarico che ha ritenuto di affidarmi e la fiducia dimostrata. Nell'accettare ho tenuto presente il mio legame con Palermo e con il Teatro Massimo, che frequentavo sin da bambino quando ancora c'erano le castagne caramellate...». Laureato in Giurisprudenza, studente di flauto traverso al conservatorio Bellini, per Carapezza è il primo incarico ai vertici di un'istituzione musicale. Cugino del musicologo Paolo Emilio Carapezza, presidente dell'associazione Amici del Teatro Massimo, Fabio Carapezza riparte dal '97, quando per festeggiare la riapertura del teatro, nel decennale della morte di Guttuso, portò al Massimo ancora chiuso la mostra di 700 bozzetti e figurini fatti dal pittore di Bagheria, scenografo per i principali teatri italiani. «Il mio compito dice è ridare serenità a questa istituzione e traghettarla di nuovo verso una normalità che ridia certezze agli abbonati e a tutti gli affezionati del teatro. Ho seguito in questi anni sempre con affetto le vicende di Palermo, che sono vicende del cuore». Auguri al nuovo commissario arrivano dal sindaco Orlando («È una persona di competenza, professionalità e grandi doti umane», dalla Slc-Cgil e anche dall'ormai ex sovrintendente Antonio Cognata. «La speranza è che questo passo dice Cognata, che è in attesa di conoscere le motivazioni del decreto rappresenti una scelta adeguata per il futuro della Fondazione, dei lavoratori e delle aspettative del pubblico. Quanto alla presunta paralisi prolungata delle attività del Massimo, tengo a sottolineare che anche in questi mesi l'attività artistica non si è mai fermata proseguendo invece su ritmi e qualità paragonabili a quelli di ben pochi altri teatri italiani».