Oramai ci siamo abituati a Pompei ad un lungo elenco di danni dopo il mal tempo. Al lungo bollettino di "incidenti" che riguardano la Pompei moderna (fogne straripanti, cartelloni pubblicitari che volano per le strade della città, alberi che crollano, tegole che minacciano l'incolumità delle persone e così via) si aggiunge ogni volta, inevitabilmente, la notizia di qualche crollo che riguarda la Pompei archeologica. Così è stato anche questa volta. Ieri è arrivato un comunicato dell'ufficio stampa della soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei che informava sul cedimento di un muro di circa due metri cubi. Su tratta di un'opera mista pertinente ad una domus lungo il vicolo di Modesto nella regio VI, in una zona che è stata scavata agli inizi dell'800 e da allora praticamente abbandonata, per questo motivo inibita al pubblico. I tecnici della Soprintendenza, come ha informato lo stesso comunicato, hanno effettuato un sopralluogo sul posto unitamente ai rappresentanti della locale Stazione dei carabinieri. La messa in sicurezza dell'intera regio VI è una delle priorità del Grande Progetto Pompei il cui bando è di prossima pubblicazione. Intanto, come si vede, quello che è rimasto di quel quartiere, continua a crollare, mentre nonostante le polemiche che accompagnano ogni brutta notizia non è stato disposta, finora, alcuna misura ad ampio raggio di manutenzione ordinaria. "E' un altro tassello della mappa dei disastri che devastano il patrimonio archeologico dell'area pompeiana. - ha commentato Irlando dell'Osservatorio sul patrimonio culturale, a proposito di quest'ultimo crollo.- E' avvenuto in una zona abbandonata a se stessa, dove il degrado è nella quasi totalità dell'Insula II della regione VI che si sviluppa oltre la casa di Sallustio e nelle insule adiacenti". Irlando si è detto convinto che l'intervento di messa in sicurezza dell'area interessata, previsto nel "grande progetto Pompei" risulterà tardivo perché l'assenza cronica di manutenzione ordinaria in quest'area, la rende proprio in queste ore di maltempo particolarmente vulnerabile. "Il pericolo incombente - ammonisce Irlando riferendosi all'intero parco archeologico - è che la pioggia violenta e copiosa di queste ore aggravi lo stato di conservazione delle superfici pavimentali a mosaico prive di coperture di protezione". Ora partiranno i controlli da parte dei tecnici per effetture delle verifiche su altri ruderi che sono a rischio crollo.