Il presidente Miorandi è drastico: «Pochi fondi, potremmo dover chiudere per qualche mese l'anno o ridurre il personale» Contributo provinciale fermo dal 2000 ma crescono le spese per dipendenti e struttura e ci chiedono anche di fare di più ROVERETO. Bilancio okay e approvato all'unanimità, ma prospettive tutt'altro che entusiasmanti. Il presidente del Museo della guerra Alberto Miorandi ha presentato all'assemblea dei soci un bilancio in leggero attivo che si assesta a 1,6 milioni di euro dei quali 520 mila sono la quota di contributo straordinario per il terzo lotto di ristrutturazione del museo. Il futuro del museo è poco felice. Le spese di gestione aumentano, ma il contributo provinciale è fermo dal 2000 e se le cose non cambieranno nel giro di qualche anno il direttivo potrebbe essere costretto a delle misure drastiche. «Rispetto allo scorso anno - ha spiegato Miorandi - le cose vanno leggermente meglio, ma siamo molto preoccupati per il futuro. Il contributo provinciale per le spese strutturali (gestione e personale) è stato determinato nel 2000 da una decisione della Provincia e copre il 42 delle spese. Non ci risulta che a nessun museo in provincia, a parte forse il Diocesano, sia richiesto di coprire con i propri mezzi il 58 delle spese strutturali. Dal 2000 a oggi questa percentuale non è mai stata adeguata, non è stata adeguata al rincaro del costo della vita, non è stata adeguata all'evoluzione contrattuale dei dipendenti». In due anni si potrebbe arrivare addirittura alla chiusura di alcune sezioni: «Ogni anno - prosegue - siamo costretti a escogitare nuovi stratagemmi per chiudere il bilancio in pari, ma non so per quanto riusciremo a proseguire. Potremmo arrivare a spegnere le luci, a chiudere il museo per alcuni mesi e risparmiare sulla bolletta del gas o ridurre il personale. In questo contesto, quando si è impegnati a fondo per recuperare risorse è sempre più difficile trovare il tempo per portare avanti le iniziative». Tra un po' ricorrerà il centenario della Grande Guerra e le attività del museo aumenteranno: «Tutti in Provincia conoscono la situazione eppure ci chiedono di aumentare il lavoro e le iniziative, ma pretendono che personale e contributi rimangano gli stessi. In questo scenario è impossibile fare dei progetti a medio-lungo termine quando non sappiamo nemmeno cosa succederà il prossimo anno». Un po' di ottimismo proviene dalla "legge Cogo": «Questa legge - conclude Miorandi - sta per avere esecuzione e definisce il nostro come "Museo a carattere provinciale" col quale è prevista la stipulazione di convenzioni. Mi auguro che una o più di queste convenzioni possano in qualche modo sopperire al crescente bisogno di fondi: mi rifiuto di credere che politici e amministratori possano ritenere che le attività presenti e future possano essere svolte con le medesime risorse». Il paradosso: in 5 mesi 14 mila visitatori Se il bilancio economico del Museo della guerra è buono, ancora meglio è quello dei visitatori. Negli ultimi 5 mesi i biglietti staccati dalla mostra "Pasubio 1915-1918" sono stati 14 mila. Nel numero sono compresi anche i 3600 studenti delle varie scuole in visita alla città. Numeri importanti in previsione del centenario della Grande guerra imminente. L'anno prossimo partirà il cantiere del quarto lotto di lavori che interesserà tutta l'ala sud-ovest del castello, in pratica il cuore del museo. Tutte le esposizioni li allestite saranno per forza di cose smontate e spostate altrove in attesa di essere riposizionate. Per una parte di museo disinstallata ne apre una nuova, dedicata alle collezioni di armi antiche in conseguenza dell'ultimazione del terzo lotto di restauri. In vista del centenario della Grande Guerra è allo studio una collaborazione con Padova e altri centri europei per sviluppare il tema dell'armistizio e approfondire gli aspetti connessi ai prigionieri di guerra, ai rifugiati e ai disastri territoriali provocati dal conflitto. A livello nazionale si pensa all'allestimento di una struttura permanente in città capace di attirare visitatori da tutt'Europa.
Rovereto. Il Museo della Guerra non ce la fa più
Il presidente del Museo della guerra di Rovereto, Alberto Miorandi, ha presentato un bilancio in leggero attivo, con un totale di 1,6 milioni di euro. Tuttavia, le spese di gestione aumentano e il contributo provinciale è fermo dal 2000, il che significa che il museo potrebbe dover chiudere per alcuni mesi o ridurre il personale. Miorandi ha anche espresso preoccupazioni per il futuro del museo, a causa della mancanza di fondi e della crescente richiesta di attività e iniziative. Il museo ha registrato un aumento dei visitatori negli ultimi 5 mesi, con 14 mila biglietti staccati dalla mostra "Pasubio 1915-1918".
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