L'intervento della deputata del Partito Democratico, Manuela Ghizzoni Ad aprile scorso la stipula dell'accordo Governo-Ue per finanziare 105 milioni ma gli appalti restano bloccati POMPEI. Infuria la polemica dopo l'ennesimo crollo negli scavi di Pompei, avvenuto probabilmente nella notte tra giovedì e venerdì scorso, e il caso finisce in Parlamento. «Chiederò al ministro Ornaghi di riferire in Commissione sullo stato di avanzamento del Grande Progetto Pompei». Lo dichiara in una nota il deputato del Pd, Manuela Ghizzoni, presidente della commissione Cultura della Camera, dopo il cedimento di un muro di una domus lungo il vicolo di Modesto nella regio VI degli scavi di Pompei. «Chiederemo al ministro di riferire sull'episodio - aggiunge Ghizzoni - e di illustrare in Parlamento il progetto, che prevede un intervento da 105 milioni di euro tra fondi nazionali e il Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale, per affrontare la delicata sorte del sito archeologico». «Il nuovo crollo avvenuto a Pompei conferma la necessità di un monitoraggio continuo oltre che - conclude la presidente della commissione Cultura di Montecitorio - di un immediato piano di gestione capace di garantire la protezione e la valorizzazione di un sito archeologico di rilevanza mondiale». Sul banco degli imputati ci sono, come sempre, le carenze in organico per quanto riguarda operai e restauratori, ma stavolta le principali polemiche riguardano i ritardi del Grande Progetto Pompei. Ad aprile la stipula dei protocolli d'intesa tra Governo italiano e Unione Europea (che ha finanziato il progetto urgente di restauro degli scavi) ma finora, dopo cinque bandi di gara già indetti, non c'è nemmeno un cantiere aperto. E intanto Pompei continua inesorabilmente a crollare, sotto i colpi dell'incuria e del maltempo. L'ultimo è stato scoperto venerdì mattina nel Vicolo di Modesto. In particolare, riferisce la Soprintendenza, è stato riscontrato il cedimento di un tratto di circa 2 metri cubi di muratura in opera mista (un muro di cinta) pertinente ad una domus alta circa 4 metri lungo il vicolo di Modesto nella regio VI, nella zona nord-est dell'area archeologica di Pompei (Regio VI -insula 2), in una zona della città antica scavata agli inizi dell'800 e già da tempo inibita al pubblico. La segnalazione del muro crollato, come anche negli altri casi, è stata fatta alle ore 8,30 dal custode di turno durante il suo consueto giro di ronda. il sopralluogo sul posto è stato effettuato in mattinata da tecnici della Soprintendenza unitamente a rappresentanti della locale stazione dei carabinieri. «La messa in sicurezza dell'intera regio VI - assicurano dalla Soprintendenza - è una delle priorità del Grande Progetto Pompei e il relativo bando è di imminente pubblicazione». Si tratta del quarto crollo di un certo rilievo registrato dall'inizio dell'anno, l'ennesimo da quando, all'inizio di novembre di due armi fa, venne giù l'intera Casa dei Gladiatori. «Noi - interviene ancora Antonio Pepe della Cisl beni culturali - continuiamo a sperare che Ministro e Sottosegretario si decidano a riorganizzare la Soprintendenza autonoma per i Beni Archeologici di Pompei con un Soprintendente impegnato a tempo pieno. Ovviamente non permetteremo a chi intenda approfittare di questi spiacevoli episodi di mettere le mani su Pompei. Il nostro obiettivo è e rimane quello di concordare un piano di tutela per la messa in sicurezza del sito, oltre alla valorizzazione e messa a reddito dell'intero patrimonio archeologico pompeiano. Se si vuole dare risposte concrete al futuro della Città antica, anziché perdere tempo nel porre grandi menti a studiare, bisogna prima impregnare tutto il personale in servizio, nonché favorire da subito nuove assunzioni di custodi e operai».
Pompei. 'Scavi, troppi ritardi per il restyling'
La deputata del Partito Democratico, Manuela Ghizzoni, ha chiesto al ministro Ornaghi di riferire in Commissione sullo stato di avanzamento del Grande Progetto Pompei dopo il crollo di un muro di una domus lungo il vicolo di Modesto nella regio VI degli scavi di Pompei. Il nuovo crollo conferma la necessità di un monitoraggio continuo e un immediato piano di gestione per garantire la protezione e la valorizzazione del sito archeologico. Il Grande Progetto Pompei prevede un intervento da 105 milioni di euro tra fondi nazionali e il Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale. Tuttavia, finora non c'è stato un cantiere aperto e gli appalti restano bloccati.
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