La Soprintendenza: via i chioschi dalla piazza. Niccoletti: "Soluzione condivisa" La tradizione vive da tre secoli davanti alla Basilica. "Tuteliamo la storia e il lavoro degli ambulanti" Loreto. Storia e tradizione da una parte. Decoro e tutela del patrimonio architettonico dall'altra. Nel mezzo, la rabbia degli ambulanti contro il temuto provvedimento di sgombero da piazza della Madonna. Il sindaco rassicura: "Troveremo una soluzione condivisa", ma in attesa di capire quale sarà l'ultima parola della Soprintendenza, la preoccupazione resta alta. Da tre secoli i chioschi a lato del palazzo Illirico offrono la vendita di oggetti religiosi. Ricordi e souvenir per i tanti pellegrini in visita al Santuario, fonte di sostentamento per le famiglie lauretane che vivono di turismo religioso. Una consuetudine documentata anche da personaggi come Mozart e Goldoni, le cui tracce sono riportate in lettere e diari di viaggio recuperati nel corso di studi e ricerche condotti sulla Santa Casa, dove vengono narrati il passaggio in basilica e pure curiosi aneddoti avvenuti tra i banchi dell'antico mercato. Dopo tanti anni di assidua presenza, nuove linee guida ministeriali potrebbero imporre di voltare pagina. A far tremare i commercianti è il contenuto della missiva che la Soprintendenza per i beni e le attività culturali ha inoltrato nei giorni scorsi in Comune. Un documento in cui l'ente sottolinea l'esigenza di trovare una diversa collocazione delle bancarelle, tacciate di deturpare l'armonia dell'intero contesto monumentale. Nella nota viene "rilevata l'impossibilità di percepire l'intero volume del palazzo Illirico" perché "completamente occluso alla vista dai numerosi, continui e imponenti chioschi" posti a ridosso della facciata dell'edificio con conseguente "spazio architettonico profondamente alterato e mortificato". Motivi per i quali, anche alla luce della recente direttiva sul decoro delle piazze varata dal ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, l'Amministrazione viene invitata a trovare "localizzazioni alternative per le strutture commerciali" da concordare con la Soprintendenza. Nei giorni scorsi, sindaco e ambulanti si sono incontrati per discutere dei possibili scenari. "Provengo da una famiglia che gestiva una bancarella - spiega Niccoletti -. Sono cresciuto nella consapevolezza della loro importanza culturale e sociale. Le osservazioni della Soprintendenza vanno tenute in considerazione, ma cercheremo soluzioni che non mortifichino la cultura tramandata nei secoli e tantomeno le aspettative economiche di un'intera categoria". Una delle ipotesi potrebbe essere il temporaneo spostamento delle strutture amovibili nel periodo compreso tra dicembre e marzo, quando il mercato stagionale (autorizzato solo da marzo a dicembre) è chiuso. Altra strada, tratteggiata anche ai tempi della visita papale, sarebbe la dislocazione definitiva nei pressi dell'ascensore di via Sisto V, una zona, però, meno centrale e strategica rispetto alla piazza. "La questione sarà affrontata con la massima sensibilità e attenzione", garantisce il primo cittadino. L'invito in risposta al consigliere Pieroni è invece a "non fare propaganda a colpi di proclami che producono il solo risultato di peggiorare la situazione, bensì a ragionare nelle apposite sedi per cercare una strada condivisibile".
Loreto. Caso-bancarelle, sindaco in campo
La Soprintendenza per i beni e le attività culturali ha inviato una missiva ai comuni della provincia di Pesaro e Urbino, in cui richiede di sgombrare i chioschi dalla piazza della Madonna a Loreto. I chioschi sono stati presenti nella piazza per tre secoli e offrono la vendita di oggetti religiosi e souvenir. Il sindaco Niccoletti ha affermato che la Soprintendenza ha richiesto una soluzione condivisa, ma che la preoccupazione rimane alta. La missiva della Soprintendenza ha sottolineato l'esigenza di trovare una diversa collocazione per le bancarelle, a causa della loro presenza nella piazza, che altera l'armonia dell'edificio monumentale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo