Che la promozione turistica di un territorio non si faccia organizzando comitive sotto l'egida delle amministrazioni per viaggi all'estero, dal Giappone agli Emirati Arabi, è chiaro. Ma che occorra un sistema capace di promuovere la provincia in sinergia con gli operatori del settore, è lapalissiano. Con la fine delle Aziende autonome al turismo (Aat) e le Aziende provinciali (Apt) è venuto a mancare uno strumento necessario. La cosiddetta legge Granata (dal nome dell'allora assessore regionale) prevedeva la nascita dei Distretti turistici dalle ceneri delle due aziende. Ma tutto è rimasto sulla carta. Lo conferma Corrado Grasso, capogruppo di Cantiere popolare in Consiglio comunale e componente del Cda dell'Aat alla fine degli anni '80. «L'Aat dipendeva dalla Regione - dice l'avvocato Grasso - e, assieme a quella provinciale, aveva una grande importanza a partire dalla promozione sia in Italia che all'estero. Non dimenticherò mai il piacevole stupore di trovare a Parigi, all'ente nazionale del turismo, una gigantografia di Noto a testimonianza di come funzionasse quel sistema». Le aziende svolgevano anche il controllo sugli alberghi, intervenendo per l'attribuzione delle categorie e a loro era legato il servizio di info-point che oggi manca. «Non dico che in un momento come questo si debba tornare indietro - dice Grasso - nè istituire carrozzoni politici, ma credo possa essere utile ripristinare gli uffici decentrati della Regione. Il personale, d'altronde, c'è ancora, sia alla Provincia che in quello che resta dell'ufficio Aat di via Maestranza». L'assenza di un ufficio informazioni turistico in una città Unesco, è scandalosa: nessun info-point alla Neapolis, nei pressi del museo Orsi e in altri siti nevralgici. «È mai possibile - aggiunge Grasso - che vi sia solo l'info-point della Provincia in via Roma e non si ritenga opportuno aprirne altri nei luoghi più frequentati? A un turista che arriva in città non si può nemmeno offrire un depliant: una vergogna». A ciò si aggiunga l'insufficienza del trasporto pubblico, l'assenza di bus dal centro storico al resto della città e da Siracusa agli altri luoghi d'interesse turistico della provincia. Il mancato avvio della decantata destagionalizzazione. L'inadeguatezza di tutti i servizi, la mancata fruizione dei siti archeologici, l'assenza di segnaletica turistica e via dicendo come denunciano guide e visitatori. E se, per rilanciare il turismo, si partisse dalle piccole cose evitando costose gite, consulte varie e cabine di regia? 02122012