Anche i dipendenti dell'Ente Parco si sono riuniti in assemblea per esprimere il loro «netto dissenso» al possibile trasferimento sotto un'altra gestione PISA Una petizione che sarà inviata a Enrico Rossi, presidente della Regione, agli assessori all'ambiente, all'urbanistica e all'agricoltura, oltre che ai consiglieri regionali, per chiedere che la Tenuta di San Rossore resti sotto la gestione dell'Ente Parco e non venga trasferita all'Ente "Terre regionali toscane". La petizione, voluta da associazioni ambientaliste e dipendenti, sarà diffusa nei luoghi pubblici e qualsiasi cittadino potrà firmarla. Nel testo si legge che "tutta l'area è sito di importanza Comunitaria, zona di protezione speciale, riserva della Biosfera, oltre che la più grande proprietà pubblica all'interno del Parco Regionale». Dopo questa premessa si entra nella questione: «Sono preoccupato per la proposta di legge che prevede il passaggio della Tenuta all'ente "Terre Regionali Toscane" che la gestirà a fini principalmente economici e non più conservazionistici. Ritengo che questa proposta costituisca un grave attacco alla gestione di un bene comune di grande valore». Quindi, il passaggio più importante: «Chiedo che tutta la parte relativa a San Rossore sia stralciata dalla legge di istituzione dell'ente "Terre Regionali Toscane"». Alla notizia della proposta di legge della giunta regionale, i dipendenti dell'Ente Parco si sono riuniti in assemblea la cui conclusione è stata raccolta in un documento della Rsu dove si esprime un «netto dissenso» all'operazione. «Questa decisione - scrive la Rsu - mortifica professionalità, competenze e passione acquisite dal personale in dodici anni di gestione secondo i principi sanciti dalla legge che trasferì la proprietà di San Rossore dalla Presidenza della Repubblica alla Regione Toscana. Appare incomprensibile anche la grande autonomia gestionale del nuovo ente, mentre il Parco è soggetto alla sorveglianza diretta della giunta. Si dia allora la stessa autonomia al Parco per migliorarne l'efficienza. Nel progetto di legge regionale non è chiaro che ne sarà del personale dell'Ente Parco che opera all'interno della Tenuta. L'attuale legge regionale stabilisce che il personale del Quirinale che va in pensione viene sostituito da personale dell'Ente Parco, e così è stato, con l'approvazione della stessa Regione che ora invece, con questa proposta, gli toglie le risorse necessarie». I dipendenti dell'Ente Parco, pertanto si chiedono: "Cosa ne sarà dei dipendenti dell'Ente che vi operano e del restante personale che in percentuali distinte è a carico del bilancio di San Rossore? A queste donne ed uomini spetta la gestione di beni comuni, l'ambiente, il paesaggio, costituzionalmente protetti, la fauna selvatica, gli allevamenti, gli immobili, organizzare e gestire servizi pubblici. La Regione intende forse sopprimere questo uso sociale? E se no con quale personale intende realizzarlo? Ricordiamo che è grazie alla gestione dell'ente Parco che la cittadinanza ha potuto fruire della Tenuta».
PISA - Una petizione in difesa della Tenuta di S. Rossore
I dipendenti dell'Ente Parco si sono riuniti in assemblea per esprimere il loro dissenso al possibile trasferimento della Tenuta di San Rossore sotto la gestione dell'Ente "Terre regionali toscane". La petizione, voluta da associazioni ambientaliste e dipendenti, sarà inviata a Enrico Rossi, presidente della Regione, agli assessori all'ambiente, all'urbanistica e all'agricoltura, oltre che ai consiglieri regionali. La Tenuta è un bene comune di grande valore, sito di importanza Comunitaria, zona di protezione speciale, riserva della Biosfera e la più grande proprietà pubblica all'interno del Parco Regionale.
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