Il ministro ha designato un esperto "autorevole e indipendente" per il teatro occupato da due mesi SCELTO il commissario del teatro Massimo, che a giorni si insedierà. Il nome è top secret, ma si tratta di una personalità «autorevole e indipendente». A un mese esatto dall'avvio della procedura del commissariamento, ricevute le controdeduzioni chieste ai vertici della fondazione e ai revisori dei conti, e scaduto il tempo per l'indagine conoscitiva, il ministero dei Beni culturali ha chiuso la partita. L'istruttoria, curata dal direttore generale del ministero, Salvo Nastasi, è stata lunga e complessa e ha seguito i tempi tecnici previsti dalla legge, anche attendendo una ricomposizione fra le parti, che non è mai arrivata. L'invio del commissario per rilanciare l'attività della fondazione, ferma da quando il cda dichiarato «illegittimo» è in stallo, metterà fine alla paralisi dell'ente. Il ministro Lorenzo Ornaghi, davanti al mancato funzionamento degli organi amministrativi, ha dovuto procedere al commissariamento per garantire la stagione operistica e per realizzare gli obiettivi produttivi per l'accesso del Massimo ai contributi statali. In teatro circolano indiscrezioni sull'identikit del commissario che tra qualche giorno assumerà la governance dell'ente lirico, e che potrebbe essere un prefetto. Il ministero ha sondato anche la disponibilità del sindaco Leoluca Orlando a sedere al posto del sovrintendente Antonio Cognata, che con l'arrivo del commissario dovrà far le valigie assieme al cda. Ma il primo cittadino si è dichiarato «indisponibile». Tra i nomi vagliati, quello dello stesso Salvo Nastasi, direttore del dipartimento Spettacolo del ministero e protagonista dei principali commissariamenti scattati nei teatri italiani. Ma anche lui ha detto subito di no: dopo i quattro anni al timone del San Carlo di Napoli, è tornato a tempo pieno alla direzione dello Spettacolo. In piedi anche i nomi di Achille Serra, ex prefetto di Palermo e melomane, e del prefetto Vito Rizzi, dirigente della polizia di Stato. Gli occupanti del teatro ieri hanno spento due candeline per i primi due mesi di presidio fisso. «Ci aspettiamo una persona competente dice Paolo Cutolo, della Fials esperta anche delle normative e di teatro, che rimuova le macerie. Quello che chiediamo adesso è una de-cognatizzazione del Massimo». Nei giorni scorsi uno dei pilastri della protesta, Ninni Costanzo, è stato vittima di un malore durante l'occupazione ed è stato portato in ospedale, dove è stato operato al cuore. «Abbiamo passato anche questa. Ma non ci siamo mai arresi, smobiliteremo solo quando arriverà il commissario: da lui ci aspettiamo possibilità di dialogo», dice Maurizio Rosso, segretario della Slc-Cgil. Di certo i problemi per il commissario saranno tanti. A partire da organici ridimensionati, precari, contratto integrativo. Per il coro si annunciano tre mesi di stop: domani si concluderà l'impegno degli orchestrali, che torneranno al lavoro solo il 22 marzo. E sono 18 i precari che chiedono di essere stabilizzati nell'orchestra, 15 nel coro e il corpo di ballo fa i conti con sei unità anziché trenta.
SICILIA - Massimo, scelto il commissario: nome top secret
Il ministro Lorenzo Ornaghi ha designato un esperto "autorevole e indipendente" per il teatro Massimo, che si insedierà nei prossimi giorni. Il nome del commissario è ancora segreto, ma si tratta di una personalità autorevole e indipendente. Il commissariamento è stato avviato a un mese esatto dall'inizio della procedura, dopo aver ricevuto le controdeduzioni dei vertici della fondazione e dei revisori dei conti. L'istruttoria è stata lunga e complessa, ma ha seguito i tempi tecnici previsti dalla legge. Il commissario sarà responsabile della rilancio dell'attività della fondazione, ferma da quando il cda dichiarato illegittimo è in stallo.
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