Il patrimonio Unesco è lasciato nelle mani di improvvisate maestranze edili L'associazione Bianco Pietra traccia il bilancio del primo anno di attività. Un bilancio decisamente positivo, punteggiato da una serie di iniziative concrete, volte alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale della città barocca. Attività alle quali per lo più l'associazione ha fatto fronte con proprie risorse e con il piccolo contributo dei sostenitori. Così il restauro dell'edicola votiva del Santissimo Sacramento, dei vasi ornamentali della scalinata della chiesa di San Francesco all'Immacolata ripristinati dopo essere stati vandalizzati, della messa in sicurezza della pigna decorativa della chiesa di santa Chiara. A parte ciò però le cose che riempiono di soddisfazione i soci di Bianco pietra sono il primo simposio degli scalpellini e il corso sperimentale Antichi mestieri, con connessa mostra che ha visto coinvolti gli artigiani locali. Dulcis in fundo la presenza a VolaLibro e l'impegno durante la manifestazione a realizzare un libro di pietra locale. «La nostra associazione da subito ha sottoposto all'amministrazione alcuni temi che meritano grande attenzione - afferma il presidente Gianni Masuzzo - La manutenzione ordinaria dei monumenti ad esempio consentirebbe con piccole somme di conservare intonaci pregiati e ornamenti lapidei oggi totalmente abbandonati. Correlata ad essa è la valorizzazione della figura del restauratore che purtroppo, si sta perdendo per la mancanza di controllo degli enti preposti all'alta sorveglianza. Oggi il patrimonio Unesco è lasciato nelle mani di maestranze edili, improvvisati restauratori». Masuzzo aggiunge di avere più volte sollevato il problema della video sorveglianza per difendere i monumenti presi di mira dai vandali come è accaduto di recente anche nei riguardi di Palazzo Ducezio. E poi ci sarebbero i luoghi che per storia, arte e cultura meriterebbero di essere fruibili ma che sono desolatamente chiusi. Prima fra tutte la sala medievale del Museo Civico, chiusa per motivi di sicurezza, così come sarebbe auspicabile il completamento della sezione archeologica. Su tutto però campeggia la richiesta di creare opportunità lavorative per i giovani, una necessità fra l'altro presentata come prerogativa di questa amministrazione ma che, a dire di Masuzzo, è rimasta nell'alveo delle buone intenzioni. «Bianco pietra auspica che siano utilizzate le conoscenze tecniche e intellettuali degli operatori del restauro, unica risorsa per preservare il patrimonio culturale della nostra città. Continuerà comunque a lottare per sensibilizzare chi ha il dovere di tutelare i beni architettonici di Noto Patrimonio dell'Umanità». Cetty Amenta 01122012