Dopo oltre settant'anni di vita clandestina, torna in Italia l'opera considerata la testimonianza "diretta" e coeva più importante del dipinto murale di Leonardo andato perduto ROMA - La "Battaglia di Anghiari", il grandioso dipinto murale - perduto - eseguito nel 1503 da Leonardo da Vinci per il Salone dei Cinquecento nel Palazzo Vecchio a Firenze, tona ancora una volta alla ribalta, dopo l'acceso dibattito internazionale innescato la primavera scorsa dalle indagini dell'equipe del National Geographic insieme all'Opificio delle pietre dure, che sembravano aver rivelato tracce di pigmenti leonardeschi sotto l'affresco di Giorgio Vasari che com'è noto ricoprì la parete sessant'anni dopo l'impresa di Leonardo. Stavolta, il suo contributo lo porta la bellissima "Tavola Doria", che del mistero ha fatto la sua vocazione. LE IMMAGINI L'opera, considerata dagli studiosi la testimonianza diretta più importante della "Battaglia di Anghiari" (nota solo attraverso copie e incisioni, ma che Benvenuto Cellini definiva "la scuola del mondo"), non solo vanta un illustre autore "anonimo" che molti vorrebbero riconoscere nello stesso Leonardo, ma ha anche vissuto negli ultimi settantadue anni in clandestinità, sparita dall'Italia nel 1940, quando fu rubata a Napoli, e risucchiata nel mercato illecito, tra vendite e passaggi di proprietà. Ebbene, la "Tavola Doria" ha avuto il suo riscatto, donata al Mibac dal Fuji Art Museum di Tokyo dopo una lunga e complessa trattativa e tenuta a battesimo per la sua rentrée dallo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'ha accolta al Quirinale dove rimarrà esposta fino al 13 gennaio. Il dipinto ad olio su tavola (86x115), che dal 1641 era stata conservata in casa Doria e che solo intorno al 1940 era stata raggiunta da un decreto di vincolo, che però non riuscì a impedirne la vendita clandestina all'estero, è una copia della parte centrale della Battaglia (1503-1505), la cosiddetta scena della "Lotta per lo Stendardo", ed echeggia la furia della zuffa che trascina uomini e cavalli in un vortice di violenza. La mano potrebbe essere quella di Leonardo, come aveva annunciato con certezza negli anni '90 lo storico dell'arte Friederich Piel dell'università di Salisburgo. Tesi che proprio l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze sta valutando ora con approfondite indagini scientifiche. Che il dipinto fosse in Giappone, con proprietari rimasti in incognito, era trapelato già nel 1995 (anche perché dal 1983 era ricercata a livello internazionale dalle autorità di polizia italiane). Come ha illustrato il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecchi, la parabola del "pellegrinaggio" della Tavola Doria è stata lunga. Dopo essere stata nelle mani di un commerciante d'arte svizzero, l'opera era passata di mano e in Germania veniva sottoposta nel 1967-'68 a un incauto restauro. Nel '72 attraversava l'oceano per essere in un galleria di New York, mentre nel 1990 finiva nella collezione di un ricco magnate giapponese. Ancora una vendita la porta tra i tesori del Fuji Art Museum di Tokio, fondato nel 1983 da Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale, la scuola buddista che conta nel mondo milioni di credenti. Ma la sua residenza dorata non è stata sempre in Asia. Poiché in Giappone non ci sono esperti di arte italiana del '500, il prezioso dipinto venne riportato in Europa per essere sottoposto a indagini e studi, protetta dall'anonimato per motivi di sicurezza in un caveau di Ginevra. Un illustre ospite che ha attirato ad un certo punto anche l'interesse del Nucleo Tutela dei Carabinieri che da tempo la ricercava e la identificava. Lo stesso Cecchi, la prima volta, ha visto la tavola nel 2008 nel caveau svizzero. Di qui, partiva la trattativa tra la proprietà legale del Fuji Museum e il Ministero dei beni culturali, conclusasi grazie anche all'interessamento del Quirinale con un accordo di donazione e collaborazione a lungo termine. A giugno scorso la Tavola Doria (con polizza assicurativa di 20 milioni di euro) è tornata a casa. Secondo l'accordo rimarrà esposta in Italia fino al giugno 2014 (probabilmente agli Uffizi), poi sarà trasferita in Giappone per quattro anni, per poi alternare a rotazione expo tra Italia e Sol levante per altri 26 anni. Intanto, corriamo ad ammirarla finché è possibile. Notizie utili - "La Tavola Doria al Palazzo del Quirinale", dal 28 novembre al 13 gennaio 2013, Palazzo del Quirinale, Sala della Rampa, piazza del Quirinale, Roma. Orari: dal martedì al sabato 10-13; 15.30 - 18.30 ingresso gratuito; domenica 8.30-12, 5 con visita al Palazzo; lunedì e festività chiuso. Informazioni: www.quirinale.it
la Repubblica
30 Novembre 2012
Leonardo e la Battaglia di Anghiari. Tavola Doria, show al Quirinale
LA
Laura Larcan
la Repubblica
Riassunto in 200 parole:
La "Tavola Doria", un dipinto ad olio su tavola del 1503-1505, considerata la testimonianza diretta più importante della "Battaglia di Anghiari" di Leonardo da Vinci, è tornata in Italia dopo 72 anni di vita clandestina. L'opera, che era stata rubata a Napoli nel 1940 e venduta all'estero, è stata donata al Mibac dal Fuji Art Museum di Tokyo dopo una lunga e complessa trattativa. Il dipinto, che è una copia della parte centrale della Battaglia, è stato esposto al Palazzo del Quirinale a Roma dal 28 novembre 2012 al 13 gennaio 2013.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 2 Mag 2005
Il contemporaneo dei privati - Il bello delle Fondazioni
la Repubblica · 29 Mar 2005
Nuovi musei - A Napoli inaugurato Pan, il nuovo Palazzo delle arti, con una super-collettiva di trenta grandi artisti
la Repubblica · 27 Apr 2009
ABRUZZO - Ottocento capolavori e un mammut A Celano i restauri dopo il terremoto
la Repubblica · 5 Ago 2009
ROMA - In 500 casse i tesori di Roma "riscoperti" dopo settanta anni
la Repubblica · 18 Dic 2009
ROMA - CORSINI - Da Caravaggio a Rubens, rinasce il grande museo
la Repubblica · 30 Gen 2010
Quintili, villa alla moda tutta stucchi, torri e triclinii
la Repubblica · 12 Feb 2010
ARTE - Caravaggio al gran restauro simboli e segreti dei capolavori
la Repubblica · 10 Mar 2010
ROMA - Le case popolari come gioielli decò immersi nel verde
la Repubblica · 4 Apr 2010
ROMA - Giallo nella chiesa dei Cappuccini una pergamena svela il capolavoro
la Repubblica · 17 Apr 2010
Tuscolo, la città di Cicerone diventa parco
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
Il Fatto Quotidiano · 1 Dic 2010
Pompei crolla ancora. E il ministro è sempre lì
la Repubblica · 1 Dic 2010
MILANO - Formigoni: "Tavolo per piazza Duomo" - "Ci vuole una gestione collegiale, basta con utilizzi scorretti"
la Repubblica · 1 Dic 2010
BENI COLLETTIVI PER I CITTADINI
la Repubblica · 1 Dic 2010
SICILIA - Ad Aidone Gli argenti di Morgantina
la Repubblica · 1 Dic 2010
POMPEI CONTINUA A CROLLARE
la Repubblica · 1 Dic 2010
E ora il ministro solo contro tutti rispolvera lidea della Fondazione
la Repubblica · 1 Dic 2010
NAPOLI - Appello degli intellettuali per la città "Basta inerzia, usciamo dal baratro"
Il Tirreno · 1 Dic 2010
TOSCANA - Basta tagli, ridateci un futuro Centinaia in corteo contro la riforma Gelmini e le scuole inadeguate
Il Tirreno · 1 Dic 2010
TOSCANA - A Pompei crolla un altro muro. Cede parte della casa del Moralista. Bondi: basta inutili allarmismi
Il Tirreno · 1 Dic 2010
TOSCANA - Conti ora guarda a Roma. E dopo sette mesi fa gli auguri (perfidi?) alla Marson
la Repubblica · 1 Dic 2010
NAPOLI - Operazione Zero così la Regione allarma la cultura
la Repubblica · 1 Dic 2010
Torino Musei, un abbonamento per festeggiare lUnità dItalia
Corriere della Sera · 1 Dic 2010
Il ministro della Cultura: a Pompei una Fondazione gestirà e valorizzerà il sito
Corriere della Sera · 1 Dic 2010
Pompei. Crollo alla Casa del Moralista. Ma su Pompei basta allarmismi
Corriere della Sera · 1 Dic 2010
Pompei. Il preside di Architettura alla seconda Università: Non è successo ieri: dalle foto di sabato si vedono le pietre già a terra
il Giornale · 1 Dic 2010
Nuovo mini crollo a Pompei: riparte la caccia a Bondi
Libero · 1 Dic 2010
Pompei. Due crolli in trecento anni. Bondi è il ministro della iella
Libero · 1 Dic 2010
Pompei. Giù un muro della Casa del Moralista. Ma fermare l'incuria si può
Il Mattino · 1 Dic 2010
Pompei. Daverio: Lo Stato ha fallito, più bravi i Borbone. O arriva l'Onu o è meglio sotterrare