Intervista a Mario Ciaccia, presidente della «spa» pubblica chiamata a gestire i fondi destinati alle Infrastrutture e stornati sul patrimonio artistico. «Già 28 i progetti avviati» ROMA. Con il 3 dei soldi destinati alla costruzione di infrastrutture si possono fare tante cose. Magari anche fai diventare Siracusa la "Verona del Sud'. Di certo si può cercare di rivitalizzare la cultura nel nostro paese e del Mezzogiorno. E' quello che spiega Mario Ciaccia, presidente di Arcus. Presidente Ciaccia, ci spiega questa storia del 3? «La Finanziaria 2003 ha deciso che il 3 delle somme stanziate per le infrastrutture vengano destinate ai beni culturali. Una scelta che al di là del dato quantistico mi pare una svolta politica determinante per un settore come la cultura». Beh, lo sembra davvero. Ci spiega come avviene e che cosa può significare? «Le attività culturali diventano componenti dello sviluppo del sistema infrastrutturale». E Arcus, la società che lei guida, che c'entra in tutto questo? «Occorreva un soggetto nuovo capace di raccogliere la sfida. Che non fosse il ministero». Alcuni potrebbero pensare che ci troviamo di fronte ad un nuovo carrozzone. «Arcus è un società per azioni con un capitale pubblico di 8 milioni di euro. Azioni sottoscritte dal ministero dell' Economia. Ma noi abbiamo come riferimento il ministero dei Beni Culturali. La nostra visione dei beni culturali è dinamica. Non sepolcrale. Non solo conservativa. Non solo per studiosi e per operatori del settore. Siamo convinti che la cultura debba divenire una risorsa catalizzatrice di nuova ricchezza. In questo senso lavoriamo per lo sviluppo del turismo culturale e per un sistema integrato di turismo-trasporti-infrastrutture». Il Sud avrebbe un disperato bisogno di in-frastrutture che potrebbero far esplodere il turismo culturale. «E' il motivo per cui è nata Arcus. Il nostro paese e il Mezzogiorno in particolare sono uno scrigno unico e irripetibile. Lavoriamo per una messa a sistema di tutto questo. Per fare da volani a tutto il sistema paese. Il mondo corre. L'economia in forte crescita di nuovi paesi potrebbe far arrivare milioni di turisti in Italia. Faccio solo l'esempio della Cina: 500 milioni di cinesi potrebbero voler visitare nei prossimi anni il nostro paese». Ci spieghi ancora il ruolo di Arcus. «Arcus è il soggetto operatore e capace di far sedere attorno ad un tavolo tanti soggetti per sviluppo. Tutti portatori di risorse e capacità nuove». Siete nati da poco. Avete già approvato e finanziato qualche progetto? «In pochi mesi abbiamo approvato 28 progetti, per circa 35 milioni di euro». Ci parla di qualche progetto che avete nel Sud? «In Campania abbiamo finanziato un progetto per la digitalizzazione del patrimonio storico di Pompei. Poi vari progetti per il barocco leccese». E in Sicilia? «Stiamo realizzando la messa a sistema di veri e propri bacini culturali». Cioè? «Sono aree territorio più o meno ampie che possono favorire percorsi di turismo culturale». Ce ne dice uno? «Ad una società abbiamo affidato un progetto pilota per tutta la zona dello stretto di Messina». Messina-Ponte. Si sente che avete a che fare con le infrastrutture... «Pensiamo ad un vero parco culturale che possa coinvolgere sia Reggio Calabria che Messina. La zona è piena di posti di grande interesse culturale. Penso a Giardini Naxos e a tutta la zona archeologica del messinese». Che tempi vi siete dati per la realizzazione? «Un anno». Altri progetti in Sicilia? «Abbiamo pensato ad un intervento nella zona di Siracusa. Pensiamo ad un'Arena del Sud». Siracusa come Verona? «E' un progetto che è già partito. Abbiamo firmato la convenzione con il comune di Siracusa l'il febbraio. Arcus ha destinato 2 milioni di euro. Forse il progetto avrà la direzione del maestro Zeffirelli. Ma siamo in fase di definizione. Quello che è certo, è che sarà un vero teatro ali' aperto di notevole complessità scenica». Sembrano tutti progetti mentori. Ma il Sud ha una drammatica carenza di infrastrutture. Se viene levato anche il 3 ai fondi già stanziati alle infrastrutture non si rischia di far restare il Mezzogiorno ancora indietro sotto questo punto di vista? «Quando i cittadini del Mezzogiorno, i siciliani, si accorgeranno che con questi fondi aumenterà il bacino cultural-turistico della loro regione e quindi che aumenteranno i posti di lavoro saranno, sono certo, i primi a partecipare ai nostri progetti».
Cultura per lo sviluppo, la sfida di Arcus : Faremo di Siracusa la Verona del Sud
Mario Ciaccia, presidente di Arcus, una società per azioni che gestisce i fondi destinati alle infrastrutture e stornati sul patrimonio artistico, spiega la storia del 3% dei fondi destinati alle infrastrutture che vengono destinati ai beni culturali. Ciaccia sostiene che questa scelta politica è una svolta determinante per il settore della cultura e che Arcus è il soggetto operatore che può far sedere attorno ad un tavolo tanti soggetti per lo sviluppo. Ciaccia spiega che Arcus ha già approvato e finanziato 28 progetti per circa 35 milioni di euro, tra cui progetti per la digitalizzazione del patrimonio storico di Pompei e per il barocco leccese.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo