Se l'Italia, per Dante, era il giardino dell'Impero, il patrimonio artistico italiano sembra diventato un giardino di infanzia per personaggi pubblici che, spensieratamente, ritornano bambini. E tra le due sponde dello Stretto il rimbabimento è all'apice. Mentre Franco Battiato porterà la Sicilia nel circuito dei Grandi Eventi mondiali, il suo collega assessore ai beni culturali, Antonio Zichichi, dichiara testualmente che «la Sicilia può essere parte del percorso per risolvere le 71 emergenze planetarie...». Settantuno, si badi: non una più, né una meno. E come si farà? Ovvio: creando «un asse Palermo-Ginevra» che permetta all'insigne fisico di governare uno dei più grandi e importanti patrimonio artistici al mondo senza muoversi dalla Svizzera. «Oggi sillaba Zichichi le distanze non esistono più». Alla faccia delle mezze stagioni. Se la Sicilia piange, la Calabria non ride. L'europarlamentare Pino Arlacchi, presidente del Progetto Magna Grecia, ha pensato bene di dislocare a Bruxelles cito dal sito della Regione Calabria «alcuni tra i più importanti tesori del patrimonio archeologico dell'arte magnogreca calabrese: la "testa bronzea del Filosofo", il "Kouros di Reggio", il "Dioscuro di Locri", il "Toro Cozzante di Sibari", la "Stele marmorea di Crotone", l'"Elmo Corinzio di Vibo Valentia" e il "Cratere con scene di caccia di Gioia Tauro"». Ci rassicura apprendere che all'inaugurazione di questo epocale bagno di ricerca e buon senso sono state «numerose le personalità intervenute». Ma non si creda che si sia trattato di un'arida operazione scientifica: lo scopo era «rafforzare in maniera concreta la competitività del sistema produttivo regionale». E infatti i caciocavalli e la 'nduja accompagnavano, commoventemente, le sculture. Contemporaneamente il sito bronzidiriace.org ci informa che «la nuova operazione di valorizzazione dei Bronzi di Riace è entrata nel vivo». Dev'essere un nuovo modello culturale: la valorizzazione orizzontale. È per questo che i Bronzi sono stati stesi: proprio come la politica del patrimonio culturale.