Comincia il percorso che dovrà cambiare l'area ospedaliera vicina alla Torre Tra le ipotesi parcheggi multipiano, residenze studentesche e una biblioteca PISA Un'area senza più barriere, aperta alla città, con parcheggi multipiano e con una presenza di funzioni pubbliche, senza possibilmente lasciare tutto in mani private. Il dibattito intorno a quello che sarà il nuovo Santa Chiara è aperto. Le prime richieste sono contenute nell'ordine del giorno sul piano di recupero che il consiglio comunale ha approvato all'unanimità martedì sera. Arrivate o preannunciate da Pdl e Sel altre valutazioni e suggerimenti, mentre nel giro di quindici giorni sarà pubblico l'atto di indirizzo adottato dalla giunta e si aprirà alle osservazioni. Sta dunque per cominciare la fase in cui l'area del Santa Chiara, sulla base delle indicazioni già contenute nel progetto dell'architetto Chipperfield, andrà a delineare il suo volto futuro: quello che assumerà una volta completato il trasferimento dell'ospedale a Cisanello. Tempi certi. Il consiglio comunale ha voluto dare alcuni indirizzi su cui continuare a lavorare in previsione dell'emanazione del bando (a gennaio) con il quale l'Azienda ospedaliero universitaria pisana e l'Università (enti proprietari, con quote diverse, degli edifici del Santa Chiara) andranno ad individuare il soggetto - un'Ati, associazione temporanea di imprese - che dovrà costruire il potenziamento di Cisanello e, probabilmente, anche occuparsi della trasformazione dello stesso Santa Chiara. Sul come intervenire in quest'area strategica della città, che va praticamente dalla Piazza dei Miracoli fino all'Arno, i gruppi politici danno le loro indicazioni (recepite dalla giunta). Con una preoccupazione: garantire la città rispetto «al pieno e tempestivo recupero delle aree e degli edifici del Santa Chiara» per «non alimentare zone di degrado urbano difficilmente conciliabili con la straordinarietà di Piazza dei Miracoli e più in generale con quella parte di città». Per questo viene ritenuta, si aggiunge, «prioritaria la calendarizzazione delle opere pubbliche e di urbanizzazione». Nessun muro. Ricordata la richiesta di stralcio del lotto dell'ex pronto soccorso per agevolare la sistemazione dei bancarellai del Duomo, si segnala l'appello a sindaco e giunta di «evitare la realizzazione di recinzioni di qualsiasi tipo, interne ed esterne all'area del Santa Chiara, se non quelle per tutelare e conservare il valore e la qualità storico-artistico-monumentale, cercando sempre punti di coerenza con la scheda urbanistica e le indicazioni del piano di recupero, che prefigurano l'apertura e l'integrazione del tessuto interno con tutta la città». Inoltre, rispetto alla dotazione di parcheggi (pertinenziali, di relazione e pubblici) si chiede di prevedere oltre alle soluzioni interrate se concretamente realizzabili anche quelle in multipiano da ricavare nell'ambito di edifici da conservare o in quello della sostituzione edilizia, limitando le soluzioni a raso e mitigandole dal punto di vista dell'impatto visivo-ambientale». Funzioni pubbliche. Un altro elemento sottolineato dai gruppi consiliari è l'esigenza di uno sviluppo «secondo una reale multifunzionalità». Ovvero: mantenere accanto alle residenze private, agli edifici commerciali, eccetera, altri «a finalità più esplicitamente pubbliche (ad esempio social housing, edilizia residenziale pubblica e convenzionale, residenze ospedaliere di media intensità, residenze studentesche) e culturali». L'invito pratico è a far «convergere nell'area potenziali risorse pubbliche altrimenti destinate altrove, come nel caso delle residenze studentesche, evitando così nuovo consumo di suolo». In particolare, si chiede di prevedere, trovando le necessarie risorse economiche, l'acquisto «dell'edificio della Scuola Medica e la Clinica Oculistica, o almeno una delle due, da destinare a funzioni pubbliche». Per metterci cosa? L'ipotesi prevalente è quella di una biblioteca
PISA - Verso un nuovo S. Chiara senza mura e recinzioni
Il consiglio comunale di Pisa ha approvato un piano di recupero per l'area del Santa Chiara, che include la trasformazione di un'area ospedaliera vicina alla Torre in un'area aperta alla città con parcheggi multipiano e funzioni pubbliche. Il piano prevede la creazione di un'Ati (associazione temporanea di imprese) per costruire il potenziamento di Cisanello e trasformare lo Santa Chiara. I gruppi politici hanno espresso le loro indicazioni sul piano, richiedendo la garanzia della città rispetto al recupero delle aree e degli edifici del Santa Chiara per non alimentare zone di degrado urbano.
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