Il personaggio Lorenzo Zichichi è socio del presidente di "Novamusa" arrestato per gli incassi non versati UNA società molto attiva nel campo delle pubblicazioni artistiche e scientifiche che negli ultimi anni ha fiutato il business dei servizi aggiuntivi. Si chiama "Il Cigno-Galileo Galilei" l'impresa di Lorenzo Zichichi, cinquantenne figlio primogenito dello scienziato più popolare d'Italia. Una casa editrice con sede a Roma, di cui Zichichi junior è azionista principale, con il 47 per cento delle quote, e presidente del consiglio di amministrazione. Altri consiglieri sono Norberto Giorgio Kuri, Paolo Gubbiotti e Giuseppe Roberto Salvati. "Il Cigno" oltre due milioni di euro di ricavi nel 2011 è finita nell'occhio del ciclone per i suoi rapporti con "Novamusa", la società al centro dell'inchiesta palermitana sui servizi dei musei. Il presidente di "Novamusa", Gaetano Mercadante, è stato arrestato mercoledì con l'accusa di aver sottratto alla Regione 19 milioni di euro derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso nei principali siti culturali siciliani. E con la "Novamusa" di Mercadante Lorenzo Zichichi è stato socio per l'aggiudicazione di gare svolte in mezza Italia. A partire, appunto, dalla Sicilia. Secondo i dati raccolti negli uffici regionali, "Il Cigno" ha fatto parte dell'associazione di imprese capeggiata da "Novamusa" che nel 2010 ha corso per l'aggiudicazione dei servizi aggiuntivi in cinque dei sette ambiti isolani: "Novamusa" e "Il Cigno", insieme, puntavano fra l'altro alla gestione dei teatri di Taormina e Siracusa. Dopo l'esclusione dovuta proprio al contenzioso con "Novamusa" l'associazione temporanea di imprese ha presentato diversi ricorsi amministrativi, bloccando per diversi mesi l'aggiudicazione dei servizi. Il Tar Sicilia ha respinto la richiesta di sospensiva, ma deve ancora esprimersi sul merito. Zichichi junior fa sapere di essersi sganciato da questa vertenza, anche se si trova comunque in giudizio contro l'assessorato guidato da Zichichi senior per l'esclusione da altre gare. I rapporti fra Mercadante e Lorenzo Zichichi si sono esplicati pure nella corsa alla gestione di biglietteria, bookshop e caffetteria della Galleria di arte moderna di Palermo. Anche in questo caso l'associazione temporanea di imprese che comprendeva "Novamusa" e "Il Cigno" è rimasta fuori. Appalto centrato, invece, dopo la partecipazione al bando per la concessione dei servizi aggiuntivi per i musei di Ravenna, bandita dalla Regione Emilia-Romagna. Ancora soci, Mercadante e Zichichi, in una gara pugliese, sempre per i servizi aggiuntivi dei musei, del valore di 5 milioni 220 mila euro. Gara vinta malgrado il ricorso, poi rigettato, di due imprese concorrenti. Negli ambienti dell'assessorato ai Beni culturali, Lorenzo Zichichi è volto noto. Anche per aver fatto due anni fa da procuratore nella vendita all'amministrazione di un quadro di Piero Guccione. L'occasione è stata il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Per "Il muro del mare per l'autonomia", dipinto da 4,5 metri per due oggi esposto a Palazzo Abatellis, la Regione ha pagato 135 mila euro, dopo aver fatto una media fra le valutazioni di Sotheby's e Finarte. Christie's, in una valutazione fornita dallo stesso Zichichi, aveva stimato il valore dell'opera in 400 mila euro. Ora il nome del figlio dello scienziato piomba al centro della cronaca. Per alimentare l'ennesima polemica sulla «giunta della rivoluzione» guidata da Rosario Crocetta.