Il gup proscioglie tutti: c'era un interesse pubblico nel consentire le manifestazioni NON ci sarà un processo per i padiglioni «temporanei» realizzati all'interno della Fortezza da Basso, monumento nazionale, per consentire lo svolgimento di fiere, manifestazioni e congressi e prorogati da anni con autorizzazioni provvisorie. L'inchiesta avviata nel 2007 dal pm Bocciolini per abusi edilizi, abusi d'ufficio, omissione di denuncia e violazione del codice dei beni culturali è stata azzerata ieri dal gup Anna Liguori, che ha prosciolto tutti e 32 gli imputati, fra cui l'ex sindaco Leonardo Domenici, ora europarlamentare del Pd, 13 componenti della sua giunta, quattro funzionari dell'urbanistica e l'ex direttore Maurizio Talocchini, l'ex soprintendente ai beni architettonici Paola Grifoni, la ex direttrice della Agenzia del Demanio di Firenze Cristina Viviani, tre ex presidenti di Firenze Fiera Alberto Bianchi, Roberto Negrini e Carlo Bossi e l'amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone. «I padiglioni cosiddetti precari sostiene il pm non sono altro che megastrutture di difficile smontaggio, incompatibili con le condizioni monumentali della Fortezza». Ma non ci sono reati, ribattono i difensori. L'avvocato Nino D'Avirro, che assiste l'ex sindaco, assessori e funzionari, dichiara: «La vicenda era già decisa nel 2008, quando la Cassazione confermò il dissequestro dei padiglioni, riconoscendo che la giunta Domenici aveva agito nell'interesse pubblico». E cioè per consentire a Firenze Fiera di svolgere attività espositiva e congressuale al servizio della città. «Non si doveva neppure arrivare all'udienza preliminare sostiene l'avvocato Francesco Maresca c'erano chiari segnali che le contestazioni non avevano fondamento ». «E' stato riconosciuto che spetta alla Soprintendenza stabilire se un monumento subisce un danno», afferma l'avvocato Felice Cecchi. Sintetizza l'avvocato Pier Matteo Lucibello: «Tutti hanno operato nell'interesse pubblico». Che ne sarà ora dei padiglioni? «All'inizio dell'anno ricorda Lucibello il Comune non ha rinnovato le autorizzazioni provvisorie ma ha disposto la graduale demolizione di alcuni padiglioni. Sia Firenze Fiera che Pitti rispetteranno le prescrizioni ». Dunque l'inchiesta ora finita su un binario morto ha costituito un fattore decisivo per modificare la situazione alla Fortezza.