Palermo. Un paio di funzionari regionali, in servizio ai Beni culturali nell'epoca in cui era assessore l'europarlamentare Antonello Antinoro, saranno chiamati dai magistrati della Procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta che, mercoledì mattina, ha portato all'arresto dell'imprenditore romano Gaetano Mercadante, 51 anni, assegnato ai «domiciliari» nella sua abitazione di Bracciano. L'indagato, lo ricordiamo, avvalendosi di tre associazioni d'impresa (Novamusa Valdemone, Novamusa Val di Noto e Novamusa Mazara), si sarebbe indebitamente appropriato di circa 19 milioni incassati con l'emissione di biglietti per l'ingresso nei siti archeologici siciliani. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Amelia Luise, è partita da un esposto alla Corte dei conti dell'ex dirigente dei Beni culturali della Regione, Romeo Palma, che nel 2008 denunciò i gravi ammanchi di denaro e il comportamento dell'allora assessore al ramo Antonello Antinoro che, appena insediato, chiese a Palma di sospendere il procedimento per la decadenza della concessione già avviato nei confronti delle societa«Novamusa» e rinnovò l'appalto a Mercadante per ulteriori quattro anni. I magistrati stanno esaminando altre carte sequestrate dalle Fiamme gialle nell'abitazione di Mercadante. Per il gip Marina Petruzzella che ha firmato l'ordinanza «le degenerazioni delle condotte di appropriazioni di Mercadante poterono essere commesse col pretesto di una deresponsabilizzante non chiarezza degli accordi stipulati e degli obblighi imposti nelle convenzioni con la Regione, quindi grazie anche a una predisposizione di un sistema caotico che prestava il fianco a simili situazioni». In relazione alla vicenda, l'onorevole Antinoro ieri ha diffuso una nota con la quale ha riferito che su sua «precisa indicazione l'Ufficio di Gabinetto sollecitò il recupero di questi crediti. Avviai anche le attività propedutiche per nuovi bandi. Ricordo che all'assessore spettano funzioni di indirizzo e di programmazione e non quelle di gestione e di controllo che sono di precipua pertinenza dell'amministrazione e del dipartimento; che le attività poste in essere dall'assessorato nel breve periodo in cui ebbi l'onore di guidarlo - a fronte di un rapporto più che decennale di Novamusa con la Regione - sono tutte documentate, e quindi a disposizione sia della magistratura sia della stampa, e improntate all'interesse generale di tutti e a quello particolare di nessuno». Intanto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, sta predisponendo una serie di verifiche circa la posizione dei dirigenti regionali mentre l'altro ieri ha dichiarato che saranno adottate «misure adeguate per impedire che, fatti del genere accadano ancora e che le persone che potrebbero essere coinvolte, abbiano qualunque forma di responsabilità negli uffici della regione». Per i dirigenti della Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto ed Enzo Abbinanti, «lo scandalo dimostra la validità delle denunce fatte nel corso degli anni da Fp Cgil Sicilia rispetto allo spreco di risorse pubbliche e alle poca trasparenza delle esternalizzazioni». 30112012