L'arresto di Mercadante aveva dato adito a qualche equivoco che è stato subito chiarito g. s.) L'arresto con l'accusa di peculato dell'imprenditore Gaetano Mercadante, titolare delle associazioni «Novamusa», che gestiscono lo sbigliettamento per l'accesso in diversi siti archeologici dell'Isola, aveva gettato pesanti ombre anche sulla Valle dei Templi. Diverse testate, infatti, hanno riportato il sito agrigentino come tra quelli interessati dalla gestione Mercadante, che, secondo l'accusa, avrebbe sottratto complessivamente 19 milioni di euro dalle somme che sarebbero dovute essere girate a Regione e Comuni. Così però non è, almeno da quanto ci è stato spiegato dagli interessati. Il percorso storico è il seguente: nel 1999 la Regione dà il via, con la legge regionale 10 del 27 aprile all'attuale sistema di gestione dei Parchi previo il pagamento dei biglietti e stabilendo come gli importi ricavati dovevano essere ripartiti. In questa fase, a gestire le biglietterie fu direttamente l'assessorato regionale ai Beni culturali. Situazione che perdurò fino al 2003, quando i «Luoghi dell'Arcadia» si aggiudicò un servizio che ad oggi continua a gestire. Questo prevedeva la gestione dello sbigliettamento e soprattuto la realizzazione dei cosiddetti «servizi aggiuntivi», ovvero visite guidate, negozi di souvenir, servizio di visite audio registrate ecc ecc. Di Mercadante e della «Novamusa», quindi, così come ci è stato confermato in primis da parte del Comune di Agrigento, nessuna traccia. L'Ati di cui l'arrestato era legale rappresentante in Sicilia, tra l'altro, è tripartita in «Novamusa Valdemone», «Novamusa Val di Noto» e «Novamusa Val di Mazzara», che gestiscono complessivamente 24 diversi siti di interesse storico nelle province di Messina, Siracusa, Ragusa e Trapani, come il teatro antico di Taormina, il museo archeologico di Messina, l'orecchio di Dioniso e l'area archeologica di Segesta. Ma non la Valle dei Templi, senza, quindi, qualora le accuse si rivelino confermate dai fatti, di somme «distratte». L'attuale sistema, prevede che le somme incassate dal gestore, nel nostro caso «I Luoghi dell'Arcadia», attraverso lo sbigliettamento, venga stornata a Parco Archeologico della Valle dei Templi e Regione ogni mese. L'attuale situazione economica del primo, tra l'altro, non consentirebbe ritardi da parte del privato, pena una sostanziale immobilizzazione dell'ente. Considerando tra l'altro che, per lo scorso anno gli incassi ammontano ad oltre 3 milioni di euro, ponendo la Valle tra i beni più fruiti in Sicilia e in Italia, è facile notare quale sarebbe stato il potenziale danno anche per gli enti locali. Per una volta è andata bene. Forse. 30112012