Si chiamano «xilofagi», sono insetti e sono i nemici di cellulosa e legno: prevenire si può, ma mancano i fondi Lo sapevate che l'80 per cento del patrimonio culturale italiano composto da cellulosa, e quindi i suoi derivati, ovvero i libri e le opere d'arte in legno, è a rischio di essere spazzato, sgretolato, per l'esattezza ingoiato dai temibili insetti xilofagi? Dal greco xilos, "legno" e fagos, "mangiare", ossia "mangiare il legno", questi insetti sono parassiti pericolosi e subdoli, perchè spesso accattano dall'interno e quando diventano visibili, hanno ormai compromesso in maniera seria, a volte irreversibile, quello che hanno aggredito. Ecco quindi l'importanza di conoscerli bene e di sapere come individuarne le prime tracce, ma anche come combatterli efficacemente. "La base di tutto è la prevenzione - spiega il dottore Enrico Fiorilla - e di sicuro se c'è un insetto xilofago, più temibile di altri, quelli sono le termiti, insetti sociali, che vivono sotto terra in colonie di migliaia d'individui. Vivono e lavorano nel cuore del legno e quando ci si accorge della loro presenza è ormai troppo tardi". Chi lavora in una biblioteca o in una Soprintendenza ai beni culturali sa che gli insetti xilofagi sono, ahimè, tra i più spietati nemici della cultura. Le termiti operaie, a d esempio, hanno il compito di ispezionare il territorio per approvvigionarsi della cellulosa di cui tutti gli individui della colonia si nutrono e che è presente nel legno, nel cartone e nella carta. E poi con l'immaginazione, visualizzate quello che non si vede: colonie di termiti che potrebbero posizionarsi sotto il pavimento di questa biblioteca e che alla prima crepa, fessura, apertura che trovano, si fanno spazio, si insinuano e arrivano ai preziosi libri. Lo stesso discorso vale per una chiesa o per un palazzo nobiliare, con opere d'arte in legno. "Purtroppo l'altro nemico di questa tipologia di patrimonio culturale è la crisi economica - spiega Fiorilla, socio della Faster - dato che la mancanza di soldi che attualmente affligge la maggior parte degli enti pubblici, impedisce alle istituzioni che sovrintendono alla tutela e alla salvaguardia di questo patrimonio, ad intervenire con solerzia e ad attivare piani di prevenzione lungimiranti". Spesso accade, e succede anche in provincia di Ragusa, che gli enti intervengano a singhiozzo. Quando vi sono delle disponibilità economiche si attuano degli interventi specifici. Ma non vi è mai la disponibilità economica globale per garantire totalmente la tutela di questo patrimonio culturale. Lo stesso discorso vale per il pericolo costituito dai volatili, che insozzano e mettono a rischio il patrimonio culturale. Stiamo parlando soprattutto dei colombi e delle tortore, volatili che si piazzano spesso proprio nelle sedi dei monumenti più pregevoli. Senza andare troppo lontano, basta pensare al Castello di Donnafugata. Recentemente proprio la Faster, ha eseguito alcuni interventi di prevenzione mirati ad allontanare la presenza di questi volatili. "Abbiamo inserito delle reti di protezione che impediscono ai volatili di penetrare in aree come il loggione superiore, quello che si trova nella facciata del castello - spiega Fiorilla - e così anche in zone aperte, prive di tetto". Le reti rispondono a caratteristiche estetiche ben precise, che si armonizzano perfettamente con la linea architettonica del monumento. 29112012