Salvaguardia, la proposta del consigliere Spataro Sortino. Il sito archeologico della necropoli di Pantalica costituisce una straordinaria testimonianza delle culture del Mediterraneo attraverso i secoli. E proprio per questo motivo è stato proclamato il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco. Oggi, questo riconoscimento, però, è messo in fortissimo pericolo in quanto, nonostante formazioni di ipotetiche cabine di regia, da parte del Gal Val d'Anapo, o programmi fatti dal presidente della Provincia Nicola Bono, il sito archeologico aspetta ancora un piano di fruizione ufficiale. Da qui l'iniziativa del consigliere provinciale Carmelo Spataro, sortinese, che ha lanciato la proposta ai sindaci dei Comuni iblei interessati di istituire una «Fondazione Pantalica». È questa l'idea che, prendendo esempio dal Museo Egizio di Torino, potrebbe coinvolgere i privati assieme agli enti locali per la gestione e la valorizzazione di uno dei più prestigiosi siti archeologici dell'Europa. «Pantalica - afferma Spataro - ha una risonanza mondiale e probabilmente non sarà difficile trovare qualcuno che voglia finanziare una fondazione. Il chi e il come è però ancora tutto da stabilire. Saranno i sindaci a programmarlo». Sarebbe davvero straordinario il fatto che questo sito archeologico - considerato che della sua valorizzazione turistica se ne parla da quasi un secolo e mai è stata attuata - passasse a una forma di "governance", con partecipazione di privati ed enti locali, in un equilibrato esempio di mix pubblico-privato che nella gestione potrebbe essere la via giusta per mettere a frutto questo inestimabile patrimonio culturale degli Iblei. Tutto questo perché lo status del bene non è perpetuo, ma soggetto a una rigorosa politica di valutazione e monitoraggio costanti da parte degli organismi ispettivi dell'Unesco. Se le cose vanno male, come stanno andando, si può essere iscritti nella lista dei beni patrimonio in pericolo o financo essere cancellati. P. M. 29112012