«Il Comune non poteva accorgersi di eventuali ammanchi negli incassi derivanti dallo sbigliettamento per i siti archeologici». A sostenerlo è l'assessore comunale ai Beni culturali ed ex soprintendente, Mariella Muti, riferendosi all'arresto per peculato del titolare dell'impresa che gestiva alcuni servizi sui siti di interesse archeologico della Sicilia. Nel 2003, infatti, l'assessorato Regionale ai Beni Culturali, diede in concessione a tre associazioni temporanee di impresa, riconducibili all'indagato, oggi finito agli arresti domiciliari, che dal 2004 al 2011 non avrebbe versato (o l'avrebbe fatto con notevole ritardo) le somme incassate con la biglietteria sia alla Regione sia ai Comuni. Adesso indaga sulla vicenda la Procura, mentre per quanto riguarda la nostra provinciale l'assessore Muti aggiune la sua opinione. «Non penso sia stata fatta alcuna "cresta" sugli ingressi e non c'entrano né i Comuni né le Soprintendenze - spiega la Muti - i proventi dallo sbigliettamento finiscono alla Regione che poi gira una percentuale al Comune. Sono controlli che effettia solo la Regione grazie a una convenzione direttamente stipulata con la società privata, tanto che nemmeno la soprintendenza ha il controllo sui biglietti» La concessionaria disciplinava la gestione degli introiti di biglietteria di ingresso nei siti della Provincia aretusea (la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, il museo archeologico Paolo Orsi, l'area della Neapolis e il Castello di Eurialo nel capoluogo, l'area archeologica Teatro Antico a Palazzolo Acreide, il museo Archeologico di Lentini e l'Area archeologica di Megara Hyblea ad Augusta) dai quali il concessionario avrebbe dovuto versare le somme incassate entro i termini, decurtate dall'aggio riconosciutogli per i servizi prestati, nella misura del 70 alla Regione e del 30 ai Comuni. Una cifra che per l'amministrazione di palazzo Vermexio si è mantenuta costante. «L'incasso annuo nell'ultimo decennio si è attestato tra 4 e 500 mila euro - fa sapere il ragioniere generale Giorgio Giannì - una cifra più o meno costante con una variabilità che non supera il 20 percento». 29112012