FINISCE agli arresti domiciliari l'imprenditore Gaetano Mercadante, il legale rappresentante della Novamusa, la società che fino al 2011 ha gestito i siti archeologici più importanti della Sicilia: è accusato di peculato, per aver trattenuto 19 milioni di euro di introiti provenienti dalla vendita dei biglietti. Il presidente della Regione Crocetta annuncia: «Controlleremo convenzioni e modalità di affidamento. Verificheremo le posizioni dei dirigenti: nessuno si aspetti sconti, chi sbaglia paga». QUESTA è una «stupefacente vicenda », scrive il giudice Marina Petruzzella. La società Novamusa, che fino al 2011 ha gestito i più importanti tesori archeologici siciliani, non ha mai restituito alla Regione gran parte degli introiti delle biglietterie. Un buco da 19 milioni di euro, che ieri ha fatto scattare un'ordinanza di custodia cautelare per il legale rappresentante della società, Gaetano Mercadante. L'imprenditore 51enne residente a Bracciano (Roma) è accusato di peculato, questo il reato emerso dalle indagini del nucleo di polizia tributaria della Finanza coordinate dal pm Amelia Luise e dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Il mese scorso, Mercadante è stato anche citato in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei Conti, che gli chiede la restituzione di quei 19 milioni. Il caso era stato sollevato nel 2008 dall'allora dirigente generale del dipartimento Beni Culturali, Romeo Palma. Un'inchiesta di Repubblica aveva poi svelato il grande pasticcio attorno alla gestione dei tesori di casa nostra: Novamusa si è occupata dal 2005 al 2011 dei cosiddetti «servizi aggiuntivi» (biglietteria, bookshop e caffetteria) di siti davvero importanti, come il parco antico di Taormina, le aree archeologiche di Segesta e Selinunte, il museo Paolo Orsi e il parco di Neapolis a Siracusa. Siti visitati ogni anno da migliaia di turisti. Mercadante aveva restituito 14 milioni alla Regione, ma ne aveva trattenuti 19, sostenendo di avere realizzato alcune infrastrutture necessarie per la gestione delle aree. La querelle era anche finita davanti al Tar, ma adesso la magistratura mette un punto fermo in questa storia. E il gip Marina Petruzzella bacchetta non solo Mercadante, ma pure chi, all'interno della Regione, avrebbe dovuto gestire con attenzione il grande patrimonio archeologico della Sicilia. Non fu fatta una gara pubblica, ma una licitazione privata (con aggiudicazione peraltro dopo un anno e mezzo). «Non si pensò neanche di fare stampare i biglietti dalla Regione Sicilia o da qualche soggetto pubblico o comunque controllato », aggiunge il giudice delle indagini preliminari. «Tutto era in sostanza demandato all'obbligo di autodenuncia da parte del concessionario ». Secondo la convenzione, Novamusa avrebbe dovuto restituire il 70 per cento dei biglietti alla Regione e il 30 al Comune competente per territorio. «Ma era una convenzione eccessivamente generica nei contenuti», denuncia il giudice. Nel suo provvedimento, Marina Petruzzella chiama in causa anche l'allora assessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro: «Allo scadere delle concessioni alla Novamusa, non si limitò a non esercitare i poteri di contestazione e di revoca, che competevano al suo ufficio, ma pose in essere addirittura comportamenti positivi diretti ad impedire che le concessioni a Mercadante venissero revocate ». Secondo il giudice, questo atteggiamento avrebbe «consentito a Mercadante di continuare a mantenere la detenzione dei siti e di beneficiarne, pure oltre i termini di scadenza della concessione ». Il governatore Crocetta ringrazia i magistrati e la Finanza «per l'opera di pulizia», poi annuncia: «Controlleremo convenzioni e modalità di affidamento. Verificheremo le posizioni dei dirigenti: nessuno si aspetti sconti, chi sbaglia paga».
SICILIA - Siti archeologici, sottratti 19 milioni di incassi
Il legale rappresentante della Novamusa, Gaetano Mercadante, è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari per il reato di peculato. La società Novamusa, che gestiva i siti archeologici più importanti della Sicilia, è accusata di aver trattenuto 19 milioni di euro di introiti provenienti dalla vendita dei biglietti. Il presidente della Regione Crocetta ha annunciato che controllerà le convenzioni e le modalità di affidamento dei siti archeologici, e che verificherà le posizioni dei dirigenti. Il giudice Marina Petruzzella ha anche denunciato comportamenti irregolari da parte dell'allora assessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro.
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