NELL'ARCO degli ultimi vent'anni sono stati ben quaranta gli interventi delle forze dell'ordine con successive condanne per lottizzazione abusiva. Ma intanto il complesso edilizio fuorilegge ha continuato a crescere con nuove unità sempre rigorosamente illegali. Fino a ieri, con il sequestro di residence, ristorante, panificio e centro benessere costruiti dove c'era un bosco, in spregio a qualsiasi legge o vincolo. Sigilli di vigili urbani e carabinieri al complesso Casal da Padeira, sulla collina dei Camaldoli. È di proprietà della famiglia Polverino (si indaga su eventuali parentele con il clan di Marano). Vicenda di abusi edilizi e violazioni delle norme sull'ambiente (l'area rientra nel piano territoriale paesistico di Agnano-Camaldoli; fa parte del parco metropolitano delle colline di Napoli ed è assoggettata a vincolo archeologico) cominciata nel 1982 e proseguita finora anche grazie all'inerzia del Comune che, come sottolinea il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, «non ha mai preso possesso del corpo di fabbrica principale, pur avendolo acquisito al proprio patrimonio nel 1997, e non ha mai eseguito le numerose ordinanze di demolizione emesse nel corso degli anni». Al panificio è stata imposta la cessazione immediata dell'attività, mentre ai tre nuclei familiari che vivono nel complesso e alle persone che occupano le stanze del residence sono stati concessi sette giorni di tempo per trasferirsi. Tutti i varchi sono stati saldati tranne due. Per evitare che i proprietari riprendano le attività il complesso sarà sorvegliato 24 ore su 24.
Camaldoli: sigilli a residence, centro benessere e panificio
Napoli, il complesso edilizio Casal da Padeira, costruito in modo illegale, è stato sequestrato dalle forze dell'ordine. Il complesso, che include residence, ristorante, panificio e centro benessere, è stato costruito in un'area protetta e viola diverse norme sull'ambiente. Il Comune di Napoli non ha mai preso possesso del corpo di fabbrica principale e non ha eseguito le ordinanze di demolizione emesse nel corso degli anni. I proprietari del complesso sono stati condannati per lottizzazione abusiva e sono stati ordinati di cessare immediatamente l'attività. I nuclei familiari che vivono nel complesso e le persone che occupano le stanze del residence hanno sette giorni per trasferirsi.
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