IL FESTIVAL musicale italiano più "milanese" umiliato dal ministero. Non perché ha conti in disordine, un profilo artistico sbiadito e dubbio, o non ha pubblico. No: il Festival della Valle d'Itria, creatura nata nel 1975 per l'impegno di Paolo Grassi (e di Franco Punzi, allora sindaco di Martina Franca, e dal 1994 presidente della Fondazione Grassi che gestisce il festival), è stato semplicemente ignorato dalla Legge speciale "per il sostegno e la valorizzazione dei festival musicali ed operistici di assoluto prestigio internazionale". La disposizione, senza spiegare il perché, ieri ha deciso che il "contributo straordinario" vada solo a Spoleto, Ravenna, Pesaro e Torre del Lago. Così, alla vigilia del 40ennale, il festival che ha svelato con Rodolfo Celletti, Sergio Segalini e Alberto Triola la storia e il significato autentico, cioè tecnico e espressivo, del belcanto italiano (la Rossini-Renaissance nacque qui), è escluso da un atto ministeriale che suona di favore: offensivo per la storia, gli artisti e il pubblico della rassegna pugliese-milanese. Ma al ministro Lorenzo Ornaghi viene detta sempre la verità su chi effettivamente è degno di "contributi straordinari"?
Il festival umiliato dal ministero
IL FESTIVAL musicale italiano più "milanese" umiliato dal ministero. Non perché ha conti in disordine, un profilo artistico sbiadito e dubbio, o non ha pubblico. No: il Festival della Valle d'Itria, creatura nata nel 1975 per l'impegno di Paolo Grassi (e di Franco Punzi, allora sindaco di Martina Franca, e dal 1994 presidente della Fondazione Grassi che gestisce il festival), è stato semplicemente ignorato dalla Legge speciale "per il sostegno e la valorizzazione dei festival musicali ed operistici di assoluto prestigio internazionale". La disposizione, senza spiegare il perché, ieri ha deciso che il "contributo straordinario" vada solo a Spoleto, Ravenna, Pesaro e Torre del Lago. Così, alla vigilia del 40ennale, il festival che ha svelato con Rodolfo Celletti, Sergio Segalini e Alberto Triola la storia e il significato autentico, cioè tecnico e espressivo, del belcanto italiano (la Rossini-Renaissance nacque qui), è escluso da un atto ministeriale che suona di favore: offensivo per la storia, gli artisti e il pubblico della rassegna pugliese-milanese.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo