Lettera di Marta Herling al governo: "Sosteneteci" IL PROGETTO rientrava tra quelli elaborati per il Forum delle culture. Vi aveva lavorato il comitato scientifico, un gruppo di personalità del mondo della cultura. Sparito il Forum, liquidati senza nemmeno una parola gli intellettuali che avevano messo a punto un programma, il Progetto Forum delle Scuole storiche napoletane continua il suo percorso autonomamente, preso in carico dall'Associazione delle scuole storiche, con l'intento di recuperare e valorizzare i beni culturali scolastici: archivi, biblioteche, strumenti di laboratorio, mobili, quadri, busti di marmo e di bronzo. Tutto quanto racconta la storia degli istituti storici, un patrimonio che dovrebbe confluire in un grande museo della scuola. In una lettera ai ministri dell'Istruzione Profumo e dei Beni culturali Ornaghi, i responsabili dell'associazione i presidi Carlo Antonelli e Francesco Di Vaio, insieme a Marta Herling, segretario dell'Istituto italiano per gli studi storici, a Mirella Barracco (Napoli 99), Guido D'Agostino (Istituto per la storia della Resistenza), Renata De Lorenzo (Storia patria), Arturo Martorelli (Studi filosofici), Paola Avallone e Raffaella Salvemini (Cnr) chiedono il sostegno del governo per il loro progetto. In polemica con il Forum delle culture, «scomparso dall'orizzonte di noi membri del Comitato scientifico... e ancora non sappiamo se sia scomparso anche dall'orizzonte della città», afferma Marta Herling, gli intellettuali vanno avanti «a testimonianza dell'opera di cittadini per i quali tenacia e coraggio vincono apatia, isolamento e rassegnazione, con la consapevolezza che ognuno di noi può dare il proprio contributo alla vita civile cui aspiriamo e che ci è dovuta». Se Comune e Regione danno prova di «apatia» sulla vicenda Forum, c'è una fetta di società civile che prova a fare da sola. Che prende uno dei progetti del Forum e lo porta avanti «nonostante tutti». Perché «la storia delle scuole è anche specchio culturale e sociale della città, espressione del territorio perché gli edifici scolastici, essi stessi talvolta monumenti, sono testimoni di vicende storiche, umanistiche e architettoniche».