L'onorevole Andrea Colasio ha annunciato che la struttura è passata al Ministero dei Beni Culturali La "damnatio memoriae" è stata vendicata. Il Castello dei Carraresi torna ai padovani e, una volta recuperato, diventerà il Beaubourg della città, proponendo ai visitatori non solo la storia della città, ma anche quella dei Carraresi, di cui nel 1400 i veneziani avevano voluto cancellare ogni traccia. Artefice di questa straordinaria operazione, culminata ieri con il passaggio dell'immobile dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello dei Beni Culturali, è Andrea Colasio, deputato della Margherita che da quattro anni si è preso a cuore le sorti dell'ex carcere di Piazza Castello. Ed è stato proprio, lui, raggiante, a dare la notizia durante un incontro a Palazzo Moroni, al quale ha voluto invitare tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nell'imponente opera di rilancio della struttura. «Dagli antichi statuti - ha sottolineato Colasio - i Veneziani eliminarono persine il nome e gli stemmi dei Carraresi, rimuovendo quella che fino ad allora era stata la sovranità politica della città. A partire da questo momento vennero gli anni del buio e del degrado per il Castello, a cui seguirono la trasformazione in galera da parte degli Austriaci e poi l'oblio degli ultimi decenni. Quella odierna, quindi, è una giornata storica, di cui i padovani devono essere orgogliosi. L'edificio è ora di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, il che vuoi dire che l'intera città si riappropria di un luogo simbolico, con una stratificazione identitaria patavina plurisecolare e irripetibile». Due sono gli obiettivi, peraltro da raggiungere in tempi strettissimi, che si è dato l'onorevole dell'Ulivo. Innanzi tutto la costituzione di una Fondazione di partecipazione formata da Comune, Regione, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio e Università che lavorerà per il recupero. Poi, entro la fine di marzo, dovrà essere pronto un progetto preliminare (che peraltro è già in cantiere e in una fase piuttosto avanzata) per poter iniziare i primi lavori che prevedono la messa in sicurezza dal punto di vista statico, la ri-costruzione dei tetti della chiesetta e di altre parti della struttura e la bonifica ambientale, visto che ci sono numerose superfettazioni da eliminare. In questa tranche iniziale saranno spesi i 4 milioni di euro stanziati nel 2003, a cui ne vanno aggiunti altri 2,7 della Finanziaria e i due miliardi di lire donati dalla Fondazione Cassa di Risparmio. In pratica 16 miliardi di lire giusto per le necessità improrogabili. «Non bastano ha aggiunto Colasio - e ne servono almeno alti 30-40: daremo il via a una grande mobilitazione per averli, coinvolgendo gli imprenditori locali. L'intervento, comunque, dovrà rientrare in una logica che sarà in parte conservativa e in parte progettuale. Per questo sarà necessario gettare le basi per un concorso di idee di respiro europeo, a cui dovranno partecipare i più qualificati architetti di livello internazionale. Da qui partirà una sorta di metamorfosi della città, che dovrà avere caratteristiche di grande prestigio. Oltre alla Costituzione della Fondazione che avrà fra i suoi compiti anche quello della gestione della struttura, una delle prossime tappe dell'avventura per il recupero sarà l'intesa da raggiungere con il Ministero per l'utilizzo delle risorse che sono già state stanziate per l'ex carcere». " Nel pomeriggio Colasio ha effettuato un sopralluogo assieme al direttore regionale Bruno Malara e a Ettore Cammarata, responsabile dell'Agenzia del Demanio. «È uno spettacolo - ha commentato -. Non ci sono aggettivi per esprimere la soddisfazione di avere salvato dalla speculazione edilizia un pezzo importantissimo della storia di Padova».
II Castello dei Carraresi torna ai padovani.
L'onorevole Andrea Colasio ha annunciato che il Castello dei Carraresi è stato passato al Ministero dei Beni Culturali. La struttura, che era stata utilizzata come carcere, era stata oggetto di una "damnatio memoriae" da parte dei Veneziani nel 1400, che avevano voluto cancellare la storia dei Carraresi. Oggi, il Castello torna ai padovani e sarà utilizzato per promuovere la storia della città e dei Carraresi. Colasio ha annunciato che la struttura sarà costituita da una Fondazione di partecipazione formata da Comune, Regione, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio e Università.
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