Non sempre piovono pietre, oggi l'acqua cola dalla volta dell'Ottagono e trasuda dai rosoni, la passeggiata è umida e il marmo è scivoloso. Dietro la vetrina del Comparino c'è Orlando Chiari, patron e testimone della Galleria: «Di solito funziona così. Io chiamo i vigili, metto a verbale "infiltrazioni, umidità e danni", gli agenti annotano e promettono di girare la segnalazione al Comune... E poi? Non cambia nulla». Nell'ultimo anno Palazzo Marino ha speso 1,9 milioni di euro per restaurare i mosaici, pulire e ricollocare le tessere sul pavimento. Ma adesso i pericoli precipitano dall'alto. Il 27 ottobre scorso i portici settentrionali di piazza Duomo si sono sbriciolati in tre punti tra via San Raffaele e via Ugo Foscolo. Era un segnale d'allarme, non un caso sfortunato: l'altra sera hanno ceduto alcune porzioni d'intonaco e stucco della facciata monumentale sopra il ristorante Autogrill. Che sta succedendo, soprintendente Alberto Artioli? «A Milano manca la cultura della manutenzione». Tre fratture nell'ultimo anno e mezzo. Le metastasi dell'incuria hanno aggredito un simbolo della città, la Galleria è debole e non riesce più a mascherare le sue fragilità: «È un edificio di fine Ottocento che soffre il tempo e il deterioramento dice l'architetto Artioli . Non si può imbastire un restauro in grande stile una volta ogni trent'anni. Non basta. E necessario verificare periodicamente le superfici, le gronde, i pluviali... Lo fanno i condomini privati, la Galleria non merita la stessa attenzione?». L'unica istituzione che cura amorevolmente il suo Grande Malato, conclude il soprintendente, è la Veneranda Fabbrica del Duomo. I controlli sulla Galleria, annuisce l'Orlando del Camparino, «fanno acqua da tutte le parti». Nel piano triennale delle opere pubbliche sono finanziati «interventi di urgenti manutenzione straordinaria» per un milione e mezzo di euro. Il documento è stato approvato quindici giorni fa dalla giunta Pisapia, e prevede: la sostituzione delle vetrate ammalorate; operazioni di pulizia e ripristino delle decorazioni; azioni di consolidamento delle 7nne critiche e ricnctmzione di quelle mancanti. «Il Comune ha rincarato gli affitti e sta incassando molto dagli esercizi commerciali della Galleria osserva Pier Galli, consigliere delegato dell'associazione "Il Salotto" . Ci auguriamo che utilizzi queste risorse aggiuntive per salvaguardare la salute del complesso monumentale». Le luci d'emergenza, il montascale dei vigili del fuoco, le transenne dei vigili urbani a delimitare la zona del crollo, una preliminare ispezione dei tecnici ieri mattina. S'è staccato un fregio dall'arco che sormonta l'ingresso principale, ora bisogna capire le ragioni dell'incidente: «Partiremo subito con le opportune indagini e le estenderemo anche ai portici», assicura l'assessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano. I portici di piazza Duomo, davanti alle vetrine della gioielleria Damiani, sono già occupati da trenta metri di ponteggi da cantiere. E trascorso un mese dal crollo dei calcinacci e il restauro d'urgenza non è ancora iniziato.
MILANO - Emergenza sicurezza in Galleria La manutenzione non basta
La Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è stata colpita da una serie di problemi di manutenzione, tra cui infiltrazioni d'acqua, danni e cedimenti strutturali. L'edificio, costruito alla fine dell'Ottocento, soffre di deterioramento e debolezza strutturale a causa del tempo e dell'incuria. Il Comune di Milano ha speso 1,9 milioni di euro per restaurare i mosaici e pulire il pavimento, ma i problemi persistono. I portici settentrionali di piazza Duomo si sono sbriciolati in tre punti e la facciata monumentale sopra il ristorante Autogrill ha ceduto alcune porzioni d'intonaco e stucco.
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