L'iniziativa dei consiglieri Casillo e Basso De Caro MILLE emendamenti targati Pd per bloccare «ogni possibilità speculativa, fino a quando non ci saranno chiarimenti», dice il consigliere regionale Pd Mario Casillo. Si accende lo scontro sul disegno di legge sul paesaggio in Campania. A far scattare il campanello d'allarme gli articoli 7, 11 e 15 della proposta dell'assessore Marcello Tagliatela. Saltata la discussione in consiglio domani, se ne riparlerà lunedì prossimo. Per il capogruppo Pd Umberto Del Basso De Caro «quella proposta contiene disposizioni molto preoccupanti e non è affatto il nuovo Piano paesaggistico regionale che il Codice dei beni culturali prevede, e che la Campania non ha». Il Pd promette battaglia contro la mutilazione del Put, il Piano urbanistico territoriale dell'area sorrentino-amalitana. La proposta dell'articolo 15 riduce le aree tutelate tra Castellammare e Salerno, lasciando fuori territori come Cava de' Tirreni, Nocera Inferiore, Angri, Scafati, Castellammare, Sant'Antonio Abate e Santa Maria La Carità, cioè tutta la fascia pedemontana delle due costiere. «Noi non vogliamo permettere spiega il consigliere Casillo aumenti di volumetrie e un sacco del territorio nell'area stabiese e nell'agro. Facendo uscire quei territori comunali dall'area 7 del Put, significa non avere più vincoli, per costruire basterà una semplice variante al Piano regolatore comunale. La semplificazione serve, ma non deve portare alla speculazione». A Castellammare uno dei casi emblematici. «Sì, qui abbiamo un'area industriale dismessa, la ex Cirio. Se passa la legge spiega Casillo non ci sarebbe più vincoli e via libera a 500 appartamenti». Quel progetto, candidato al Piano casa, d'altronde, non è un mistero. Inseguito da anni, è anche pubblicato sul web. L'assessore all'Urbanistica Marcello Tagliatela ha già spiegato che «il disegno di legge si fonda sul principio di pianificare a volumetria zero. In Campania non c'è bisogno di realizzare nuove volumetrie. È necessaria, piuttosto, un'azione di recupero, ristrutturazione e valorizzazione di quelle esistenti, demolire strutture fatiscenti e realizzare aree a verde o edifici costruiti con l'impiego di energie rinnovabili ». Come i capannoni della ex Cirio, appunto. (antonio ferrara)