Archeologia S'inaugura sabato il fondo che comprende testi e altri documenti DIETRO l'inaugurazione a Pompei della biblioteca di Amedeo Maiuri, il più grande archeologo italiano del Novecento, c'è la storia di un'amicizia. Quella tra Bianca, la figlia del grande studioso, e Umberto Pappalardo, l'archeologo chiamato a dirigere il Centro Internazionale Studi Pompeiani che apre i battenti sabato nei locali di Palazzo De Fusco, sede del municipio di Pompei. Grazie a quei contatti, l'Università Suor Orsola Benincasa nel 2001 acquistò il Fondo Maiuri, lo ha catalogato e oggi, grazie all'accordo con il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, lo mette a disposizione degli studiosi in una nuova sede. Il fondo comprende tutta la produzione scientifica e pubblicistica dell'archeologo, con rispettive edizioni in lingua straniera, e testi di carattere storico-artistico, fra le quali è presente la più importante produzione scientifica della prima metà del secolo scorso, nonché migliaia di articoli di autori italiani e stranieri con dedica autografa. A Pompei sono confluiti anche i taccuini di scavo autografi, foto d'epoca e disegni, diplomi e lauree "honoris causa" e la copia in gesso del busto in bronzo esposto oggi nell'Esedra dei pompeianisti nell'antiquarium degli scavi di Pompei. Oltre duemila libri, 1700 estratti e duecento opuscoli, tra archeologia, letteratura, storia, storia dell'arte moderna, religione e guide turistiche. A presentare la biblioteca saranno sabato (ore 10), al Comune di Pompei, tra gli altri la soprintendente di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, il rettore del Suor Orsola Lucio D'Alessandro con la preside di Lettere, Emma Giammattei, il direttore dell'Istituto archeologico germanico di Roma, Klaus Freyberger, il direttore del Centro Maiuri Umberto Pappalardo e la presidente dell'associazione "Amici di Pompei", Giuseppina Cerulli Irelli.