PER LE NOMINE AGLI ISTITUTI ITALIANI DI PARIGI E LONDRA DISFIDA A SUON DI CURRICULA (E AMICIZIE) Due nomine, fra migliaia. Ma avrebbero scatenato una piccola guerra diplomatica tra Farnesina e Quirinale. Parliamo dei direttori degli Istituti italiani di Cultura a Parigi e Londra: 15mila euro al mese più alloggio (a Londra nel quartiere a 5 Stelle di Belgravia). Poltrone ambitissime. Calunnie, malignità? "Il primo round", raccontano alla Farnesina, "se lo erano aggiudicato gli Esteri, allora guidati da Frattini: a Parigi era andata Marina Valensise che aveva battuto Caterina Cardona, segretaria della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale, studiosa stimata e amica di Clio Napolitano". Lunedì, però, la Farnesina ha firmato la nomina per Londra: stavolta Cardona ha vinto. Tutto risolto? No. La firma riaccende un'altra guerra: quella per gli Istituti di Cultura all'estero. Bruscolini, si dirà. Mica tanto: tra la Farnesina e le 352 sedi diplomatico-culturali scorre un fiume di denaro: "In passato leggendo la lista dei responsabili pareva di scorrere un elenco del telefono dei potenti di turno", raccontano nei corridoi degli Esteri. Poi la promessa di un cambio di rotta. Ma le polemiche non sono passate. A Bruxelles, scrisse il Fatto, è finita Federiga Bindi (niente a che fare con l'onorevole Rosy). Tra i tanti titoli del curriculum, Bindi vanta quello di consigliere del ministro Frattini. E giù critiche Intanto a Londra l'esperta di arti visuali è Rossana Pittelli, sorella dell'onorevole Giancarlo Pittelli (Pdl). Mentre a New York ha offerto le sue prestazioni quale "esperta di questioni culturali" l'ex-moglie dell'ex ministro Bondi, Gabriella Podestà. Lei disse: "A ridosso dell'accordo (per la separazione, ndr), il ministero degli Esteri mi ha proposto un lavoro al consolato. Mio marito disse che avrei avuto uno stipendio tale da rendere ingiusti gli alimenti". Niente di illegale, nemmeno i dubbi. Fino, appunto, alla nomina di Valensise a Parigi, al posto di Giorgio Ferrara (fratello di Giuliano, direttore del Foglio della famiglia Berlusconi). I cronisti fecero notare la collaborazione di Valensise con lo stesso Foglio e con Canale5. Lei rispose: "Ho vissuto a lungo a Parigi e laureata con tesi in letteratura francese". Seguiva elenco di titoli. Dopo un anno arriva l'incarico per Cardona. E alla Farnesina qualcuno si chiede: "Ma un'esperta di cultura francese che ha mancato il posto a Parigi, può l'anno successivo vincere quello a Londra?". Cardona, sentita dal Fatto, replica: "Gli Istituti di cultura all'estero sono una vetrina dell'Italia. In passato si riteneva che dovessero andarci esperti di cultura locale, mentre oggi, giustamente, si crede che siano più importanti la conoscenza e la capacità di divulgazione della cultura italiana. E io, dopo aver lavorato vent'anni a Radio3, mi sono occupata delle Scuderie del Quirinale, istituzione culturale di riferimento. Visitate la mostra di Vermeer". Ma l'amicizia con Clio Napolitano? "Ho l'onore di conoscerla da molto tempo. Ho stima infinita per lei e il presidente. Ma la signora Clio non raccomanderebbe nessuno". Resta il documento con le "linee guida" per selezionare i responsabili degli Istituti di Cultura. Tra i requisiti: "Conoscenza del Paese di destinazione che non sia unicamente basata sulla conoscenza linguistica o su una competenza esclusiva di studi sul paese stesso". Dottoressa Cardona, ma lei, definita francofona, è la persona adatta per Londra? "Se vuole continuiamo la conversazione in inglese, sono capace, ho contatti continui con l'Inghilterra". E i titoli specifici? "All'estero serve qualcuno capace di far conoscere l'Italia". Nomine firmate, polemiche assicurate. In Italia per risolvere i dubbi le "linee guida" non bastano mai.
LA CULTURA FA LITIGARE FARNESINA E QUIRINALE
Il governo italiano ha nominato due nuove direttori degli Istituti italiani di Cultura a Parigi e Londra. La nomina a Londra è stata assegnata a Caterina Cardona, che ha battuto Marina Valensise, segretaria della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale. La nomina ha scatenato polemiche, con alcune persone che hanno criticato la scelta di Cardona, considerandola non adatta per il ruolo a causa della sua conoscenza limitata del Paese di destinazione. La Farnesina ha affermato che la scelta è stata basata sulla conoscenza e la capacità di divulgazione della cultura italiana, e che Cardona ha le qualifiche necessarie per il ruolo. La nomina è stata firmata dal governo, ma le polemiche non sono ancora passate.
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