PISA I cipressi e le vigne del Chianti tutelate come opere artistiche. E con loro le coste, i fiumi, le montagne, le colline, le pianure e i borghi del Bel Paese. Non più soltanto i Parchi, «santuari» di flora e fauna incontaminata, ma l'intero territorio dovrà essere conservato o «ricostruito» nelle parti che sono andate distrutte. Che il paesaggio sia diventato uno dei beni più importanti da conservare, lo dimostra il fatto che il ministro Urbani ha attivato un capitolo di spesa esclusivo per la tutela del territorio. E' vero che per il momento la disponibilità economica resta simbolica, ma la scelta esiste e delinea una strategia politica. L'argomento non è dei più facili, anche perché investe tasti delicati come lo sviluppo economico e industriale, e l'autonomia degli enti locali. Proprio per trovare spazi di confronto tra Soprintendenze e enti locali è in corso a Pisa, a Palazzo Reale, sede della Soprintendenza, il convegno nazionale "La tutela del paesaggio tra economia e storia. Dal restauro dei monumenti al governo del territorio". Da qui la dirigente dei beni paesaggistici del ministero dei Beni e Attività culturali, Anna Di Bene, ha annunciato l'attivazione del capitolo di spesa per la tutela del paesaggio. «Mettiamo insieme il repertorio e la gamma dei possibili modi di collaborare e troviamo i mezzi tecnici per rendere compatibile l'urbanistica con la tutela del paesaggio», ha esortato il soprintendente di Pisa, Guglielmo Malchiodi, convinto assertore della concertazione: «Basta che ci siano volontà politica e risorse». Ma i problemi sono alle porte e il soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Antonio Paolucci, è meno ottimista: «II Codice Urbani prevede che tra Soprintendenze e Comuni si debba andare d'accordo, ma tutto viene lasciato al funambolismo e alle capacità di raccordarsi dei singoli. Tutte le soluzioni dovrebbero sempre essere concordate, ma sicuramente ci saranno punti di divergenza». Un esempio? Paolucci punta il dito contro il progetto del porto a Boccadarno: «C'è un accordo per realizzarlo da parte di tutte le amministrazioni e di tutti i partiti politici. Io invece ritengo che lì non si debba fare proprio nulla e si debba lasciare che la natura si rigeneri da sola. Basta lasciarla in pace e il recupero ambientale avverrà. Non c'è bisogno né di sindaci, né di assessori, né tanto meno di un progetto». La discussione dunque è in corso. La Regione Toscana, comunque, si prepara al nuovo modo di tutelare il paesaggio con un piano che individua i vari caratteri del territorio. A parlarne ieri mattina l'architetto Cinzia Gandolfi, funzionaria del settore Assetto del Territorio che ha indicato i nuovi criteri per la suddivisione degli ambiti paesaggistici della nostra regione.