II ministro chiede di potersi sincerare di persona dello stato della Cappella. Poi visita palazzo Cavalli e il Battistero del Duomo. Qui verrà spostato l'ingresso. È difficile non rimanere colpiti dalla bellezza degli affreschi di Giotto, anche se sei il ministro per i Beni culturali. Ieri, Lorenzo Ornaghi ha fatto visita ad alcuni gioielli artistici della città di Padova subito dopo il convegno sul Piano regionale territoriale di coordinamento con valenza paesaggistica che l'ha visto impegnato in mattinata al Bo. Tra questi anche la Cappella degli Scrovegni, una visita richiesta esplicitamente dal ministro per vedere dal vivo lo stato di salute degli affreschi simbolo della produzione dell'artista fiorentino. Ornaghi è stato invitato anche in altri due tesori culturali di Padova: il Battistero del Duomo, dove l'ha accolto il vescovo Antonio Mattiazzo in persona, e le sale del museo di geologia di palazzo Cavalli, dove a fargli da Cicerone tra la sala delle palme fossili e gli pterodattili è stato il rettore Giuseppe Zaccaria. Alla Cappella degli Scrovegni l'assessore alla Cultura Andrea Colasio, il caposettore dei Musei e delle Biblioteche cittadine Davide Banzato e il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni hanno illustrato a Ornaghi i risultati del convegno della scorsa estate sui dieci anni dal restauro confermando che la Cappella è in buona salute. Dati suffragati anche dalle ultime rilevazioni fatte pochi giorni fa: il sisma di fine maggio, che ha provocato danni in altri monumenti cittadini, non ha intaccato che marginalmente gli affreschi di Giotto. Dopo la visita agli Scrovegni il ministro si è spostato a palazzo Cavalli, sede del museo di geologia e fulcro di un ambizioso progetto per la nascita di un museo di Storia naturale che comprenderà anche la mineralogia, l'antropologia e la zoologia. Roma ha già stanziato 3 milioni nel 2003 dei quali ne è stata usata circa la metà e la società Arcus, di cui è azionista proprio il ministero dei Beni culturali, ha impegnato 700mila euro. «Abbiamo fatto vedere al ministro la bellezza del progetto» spiega il professore Giulio Peruzzi, «vorremmo verificare l'andamento della pratica. Sarà il più grande museo del Nordest». Ci sono progetti ambiziosi anche per il Battistero del Duomo: per illustrarli sono intervenuti Antonio Finotti e Angelo Ferro che, insieme all'archeologa Francesca Ghedini hanno spiegato al ministro le tappe dei restauri del ciclo di affreschi che verranno curati dall' Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Come per gli Scrovegni, si pensa a un modo per preservare gli affreschi dagli agenti esterni. Ecco perché anche al Battistero verrà rivisto l'ingresso, spostando l'entrata che oggi si trova in piazza Duomo.