La bozza del nuovo Ptrc ha "valenza paesaggistica" Zorzato: «Convinceremo i veneti che la tutela territoriale è utile anche per l'export e il turismo» Ci pensa Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali, a esemplificare per la folta platea dell'aula magna del Bo cosa succederà quando il mastodontico lavoro sarà compiuto: «Il parere del soprintendente sarà. obbligatorio, ma non vincolante». Come mai? Perché le stesse Soprintendenze venete lavorano da anni assieme a quelle della Regione, con cui hanno già esaminato uno a uno i 550 vincoli imposti con singoli decreti sul territorio veneto, per fissare i binari entro cui riuscire a disegnare una vera e propria rivoluzione: trasformare la salvaguardia ambientale e culturale del Veneto in un piano di nuovo sviluppo anche economico. E la lezione dell'intera mattinata di convegno guidato ieri dal vicepresidente della Regione veneta Marino Zorzato, e dal ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi, per rendere l'idea di cosa significhi la svolta di metodo concordata tre anni fa proprio tra Ministero e Regione: sfornare e approvare definitivamente Ptrc-Piano territoriale regionale di coordinamento aggiungendo un timbro del tutto speciale, la "valenza paesaggistica" che ne fa appunto anche un piano di tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e artistico del Veneto. E tutto ancora un "work in progress" e soprattutto vuole essere un piano di progetti più che di prescrizioni, come hanno ricordato i dirigenti regionali Silvano Vernizzi (in un accurato video della Regione) e Romeo Toffano. Ma dopo ben 70 sedute del Comitato tecnico ministeriale-regionale, 27 incontri con le categorie economiche e 27 maxi-confronti (uno per provincia) tra la Regione e la società civile, l'obiettivo - ha spiegato Zorzato - è di portare il Piano all'adozione in Giunta regionale a febbraio, portando il Veneto all'avanguardia in Italia. «Noi - spiega ancora Zorzato a ministro e platea - rimaniamo una terra di cultura manifatturiera, ma abbiamo due grandi "industrie del futuro" su cui puntare anche per le piccole e medie imprese: l'export, e serve un sistema che ci permette di vendere agli stranieri i prodotti di qualità del Veneto e della sua terra, e il turismo, per cui dobbiamo valorizzare sempre più la bellezza di casa nostra per attirare qui gli stranieri. E guardate che si conferma il turismo tradizionale delle nostre spiagge e dei nostri monti, per il quale in media un turista spende in Veneto 60-65 euro al giorno, ma a crescere è soprattutto il turismo delle città d'arte, delle ville e dei paesaggi, ed è un turismo per cui un ospite spende in Veneto in media 120 euro al giorno». Questo, spiegano con lui anche i dirigenti regionali e la prof. Patrizia Marzaro dell'Università di Padova - l'ateneo che ha fatto da "terreno neutrale" di incontro Regione Ministero - significa anche tutelare le aree agricole, recuperare le aree degradate, valorizzare la biodiversità, pianificare le grandi infrastrutture ma anche il reticolo delle ciclopiste, dare indicazioni certe sugli interventi fattibili dal punto di vista paesaggistico. Ed ecco quindi «perché lanciamo - rimarca Zorzato - la sfida di oggi: convincere i veneti che la tutela del territorio e dei suoi beni è un valore in tutti i sensi, un'opportunità di sviluppo». «Abbiamo evitato un'empasse -conferma il ministro - e avviato un metodo di copianificazione che è un modo importante di disegnare il futuro». Con l'attenzione allo sviluppo sì ma, ammonisce Ornaghi, puntando a una limitazione dell'uso di territorio libero e a una «gestione responsabile» dei vincoli paesaggistici posti a tutela del suo patrimonio storico e culturale. Si fa un Piano per ciascuno. All'inizio erano molti di più, come testimoniano le tavole esposte ieri nel chiostro del Bo con il timbro"work in progress" a testimonianza che i lavori sono ancora in corso. Ma adesso il lavoro congiunto del Comitato tecnico costituito da Ministero-Regione pare aver messo un punto fermo: sono in tutto 14 gli "Ambiti di paesaggio" in cui viene diviso il territorio veneto, e per i quali è previsto uno specifico "Piano paesaggistico regionale d'ambito': Ecco l'elenco: l'Alta montagna bellunese; l'Alta marca trevigiana e Montello; la Montagna bellunese; le Terre alte tra Piave e Livenza;gli Altipiani vicentini e Monte Grappa; la Pianura centrale veneta; la Lessinia e le Piccole Dolomiti; le Bonifiche orientali dal Piave al Tagliamento; Verona e Garda-Baldo; l'Arco costiero adriatico dal Po al Piave; l'Alta pianura veneta; la Bassa pianura veneta; i Colli Euganei e i Colli Berici; le Pianure e Valli grandi veronesi e Alto Polesine. Come esperimento-pilota è già stato avviato il Piano paesaggistico per l'ambito delle coste venete, da Po al Piave: sarà appunto la prova generale cui far seguire via via tutti gli altri.
VENETO - Il Piano regionale supera le guerra coi soprintendenti
Il nuovo Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) del Veneto è stato presentato e ha ricevuto il sostegno del Ministero dei Beni culturali. Il piano è stato concordato tra la Regione e il Ministero dopo 70 sedute del Comitato tecnico ministeriale-regionale e 27 incontri con le categorie economiche. L'obiettivo è di portare il piano all'adozione in Giunta regionale a febbraio e di trasformare la salvaguardia ambientale e culturale del Veneto in un piano di nuovo sviluppo economico. Il piano prevede 14 "Ambiti di paesaggio" e uno specifico "Piano paesaggistico regionale d'ambito" per ciascuno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo