Tutelare il territorio dall'assalto del cemento selvaggio: la Regione Veneto, ieri al Bo, ha presentato il vincolo paesaggistico al Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc), adottato nel 2009. A fianco del vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato, è intervenuto il ministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi, oltre al rettore dell'Università Giuseppe Zaccaria. Il Codice Urbani prevede la redazione congiunta del Piano Paesaggistico tra Stato e Regione. A questo fine è stato sottoscritto nel luglio 2009 un Protocollo d'Intesa tra il Ministero dei Beni Culturali e la Regione del Veneto. «Un lavoro di collaborazione», ha detto Zorzato, «che non eravamo abituati a fare e che ha cercato di mettere insieme due concezioni, non sempre convergenti: quella urbanistica e quella della tutela del paesaggio. Questo per far sì che anche i vincoli diventino opportunità per uno sviluppo diverso del Veneto. Pensare al Veneto del futuro significa puntare soprattutto su export dei prodotti di qualità e turismo culturale. Un Ptrc utile non solo agli addetti ai lavori - ha sottolineato Zorzato - ma fattore di crescita per tutti i veneti». Un lavoro «ciclopico e in progress» che ha visto finora sette incontri provinciali rivolti a tutti, 27 incontri tematici, 70 incontri del comitato Stato-Regione di cui 27 per gli aspetti paesaggistici e il recepimento di circa 130 osservazioni fatte pervenire dai vari portatori di interessi». Da parte sua Ornaghi ha riconosciuto che «il Veneto è stato laboratorio di avanguardia «quanto a collaborazione con lo Stato. Ciò ha consentito che il nuovo piano paesaggistico, che confluirà nel Ptrc, sia in fase avanzata di redazione. Un metodo di lavoro che è servito per trovare la strada giusta per una delle questioni più tormentate, quella dei vincoli, per una gestione compatibile e sostenibile del territorio.Il piano paesaggistico rappresenta la Costituzione del nostro territorio». Il ministro ha concluso dicendo che in questa stagione poche cose sono altrettanto utili quanto questo lavoro: da un lato rispetto alle esigenze di sviluppo, per trovare il giusto equilibrio e costruire un modello culturale diverso; dall'altro per la qualità della vita. Nel corso dell'incontro è stata illustrata l'impostazione del piano paesaggistico su scala regionale, comprendente tra l'altro la definizione dei 14 Ambiti di Paesaggio in cui è stato suddiviso il territorio.