«Questo museo rappresenta un valore aggiunto per il territorio e per il turismo del territorio» così il ministro per i beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi in visita a Molfetta per inaugurare il Museo del Pulo, ospitato nella casina Cappelluti (ex Lazzaretto). Con lui anche il presidente della commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, il commissario prefettizio, Biagio De Girolamo, il direttore generale per i beni archeologici della Puglia, Gregorio Angelini, il vescovo mons. Luigi Martella, e, tra gli altri, Luigi La Rocca, soprintendente per i beni archeologici della Puglia, l'archeologa Francesca Radina, referente scientifico del percorso museale, l'assessore uscente Leo Petruzzella che ha fortemente voluto il museo. Da oggi, fino a domenica 2 dicembre, le visite al Museo sono gratuite. Per accedere occorre solo prenotarsi al numero 080.8853040. I lavori che hanno portato all'allestimento del Museo del Pulo sono stati illustrati, sempre alla presenza del ministro che, fuori programma ha visitato anche il Pulo, la dolina carsica alla periferia della città, e il Duomo, in una conferenza nell'auditorium Salvucci del Museo Diocesano. L'apertura era prevista a dicembre dell'anno scorso. Anzi, prima Mesi prima. Con la delibera di giunta numero 247, approvata alla fine dell'anno scorso, l'esecutivo comunale ne aveva già decretato la nascita. La notizia era stata preannunciata proprio dall'assessore al turismo, Leo Petruzzella, già il 16 dicembre del 2011 in occasione della conferenza di presentazione del biglietto integrato, il ticket che consente a prezzi contenuti di visitare sia il Pulo sia il Museo Diocesano. Salvo ulteriori slittamenti la struttura avrebbe dovuto essere aperta al pubblico entro l'estate. E invece siamo a dicembre del 2012. Ma c'è di più. Perché, a ragion del vero, già a gennaio del 2009 l'apertura del Museo sembrava cosa fatta. Erano disponibili duecentocinquantamila euro per il Museo archeologico del Pulo, e quei soldi avevano consentito la realizzazione delle opere strutturali e degli impianti di sicurezza dello stabile. Il progetto, finanziato con fondi Cipe, rientrava nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro denominato «Beni e attività culturali» sottoscritto dal Comune e dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Alla fine lavori furono realizzati ma la struttura rimase chiusa. Ora ci siamo. il museo appena inaugurato si sviluppa su due piani per un totale di nove sale espositive tematiche. Nel museo sono raccolti tutti i reperti ritrovati nel Pulo, la dolina carsica alla periferia. Tra i reperti in mostra si potranno ammirare preziose ceramiche dell'Età del Bronzo, punteruoli e ornamenti in osso, anforette e boccali. Nello spazio museale sono stati individuati un archivio e un laboratorio per la didattica e la ricerca, oltre ai servizi e agli uffici della direzione. Per i visitatori è disponibile anche alla pubblicazione di una guida relativa al Museo contenente la ricostruzione del contesto storico della dolina e dei reperti archeologici ritrovati. Non solo. Oltre al progetto di recupero dell'ex Lazzaretto, l'amministrazione comunale si è occupata della sistemazione del giardino e degli spazi esterni, degli adeguamenti per l'accesso ai diversamente abili (nello stabile c'è un ascensore) e dell'arredo.