Una cancellata per la chiesa di San Jacopo Soprarno, in Borgo San Jacopo, «Piccola, basta un metro e mezzo d'altezza, il progetto me l'hanno già proposto gli abitanti». Domenico Valentino, soprintendente ai monumenti, non ama i mezzi termini, e si dice «incazzato» per «come viene trattato quello che è il primo biglietto da visita per i turisti che da Santa Trinità attraversano e vanno verso il Ponte Vecchio». Cioè San Jacopo, appunto; il pronao della chiesa «è diventato l'alberghetto, l'abitazione di uno che ci dorme, ma non solo, ci stende i calzini, e ora ha attaccato i vestiti con le grucce. E ora addirittura ci sta anche un altro». Valentino chiede «più controllo, più polizia e più pulizia» intorno ai monumenti. E si lamenta: «Non è pensabile che lo spazio intorno a Orsanmichele sì possa usare per il carico e lo scarico dell'immondizia dai camioncini». E rincara: «Sotto il loggiato del palazzo dell'Arte della Lana, proprio lì dietro, ci ha messo su casa un barbone, ogni tanto si riesce a far lo sloggiare ma poi ritorna. E' infuriato, il soprintendente. E quando gli chiedi se pensa ad altre cancellate da altre parti della città, sorride. «No», risponde dopo un attimo. Ma si vede che invece ci pensa.