Il presidente dell'associazione ambientalista: sì alle giornate a motori spenti ma su aree molto estese «LIMITARE il traffico è necessario. Ma non basta». Marco Parini, milanese, è presidente nazionale di Italia Nostra, l'associazione che, oltre a schierarsi in difesa dei beni culturali, quattro anni fa siglò la "Carta di Mantova", una sorta di decalogo per la lotta all'inquinamento in Pianura Padana. Parini, siamo di nuovo all'emergenza smog. Cosa deve fare il Comune? «Deve proseguire sulla strada, già intrapresa, di limitare la congestione da auto. Area C è senza dubbio una grande conquista che difendiamo strenuamente, tanto di cappello al Comune che l'ha messa in campo. Tra l'altro anche noi, come Italia Nostra, siamo stati tra i promotori dei referendum ambientali di cui è figlia. Ma riteniamo che si debba fare un ulteriore grande sforzo nell'ambito di questa svolta. Nuovi slanci, anche in altri campi». Partiamo dal traffico. «Palazzo Marino deve continuare nella direzione tracciata da Area C. E quindi creare più isole ambientali in città e soprattutto snellire la congestione cronica di alcune strade a imbuto: vie strette e alte, spesso passaggi obbligati con intensa circolazione, dove si crea un "effetto canyon" che alza notevolmente il tasso di inquinamento». Per esempio? «Parlo di via Luini, una traversa di corso Magenta. Qui il Comune già sta valutando una forma di zona a traffico limitato se non di pedonalizzazione: speriamo la metta presto in campo. Oppure via Bassano Porrone, quel budello che da via Santa Margherita riversa su via Broletto una grande quantità di veleni». Quali altri interventi sollecitate all'amministrazione? «L'altro grande corno del problema smog è il riscaldamento. Il Comune deve incrementare i controlli sulle caldaie e svolgere un monitoraggio attentissimo, anche alla luce della normativa regionale che vieta ai privati di scaldare le parti comuni dei condomini. Vanno inflitte sanzioni elevate a chi ancora riscalda il box: è un'assurdità che provoca l'aumento dell'inquinamento e disperde energia preziosa. E bisogna intervenire colpendo con severità chi fa ancora funzionare impianti obsoleti». Nella vostra Carta anti-inquinamento auspicavate un maggior coordinamento tra le istituzioni. «Purtroppo non è ancora abbastanza. La Regione dovrebbe aiutare i Comuni e fare da regista, altrimenti si rischia sempre di chiudere l'area urbana per poi ritrovarsi, poco fuori dai suoi confini, con alti livelli di congestione: i blocchi, invece, funzionerebbero meglio in un'ottica sovracomunale. Peraltro arriviamo sempre sotto emergenza a trattare i problemi, tipico atteggiamento italiano che va superato». Siete d'accordo con i blocchi al traffico? «Quando ci si trova in prolungata emergenza di polveri oltre i limiti, decisamente sì. Certo, le domeniche a piedi le vedo meno necessarie quando i riscaldamenti sono spenti». Allude alle domeniche a spasso introdotte dalla giunta Pisapia? «Credo che questi blocchi abbiano più una valenza didattica: educano la gente a usare mezzi alternativi all'auto e questo può fare solo bene. Invece contro lo smog i blocchi al traffico servono eccome: e più l'area è estesa meglio è». (i. c.)