Certo è che se l'assessorato ai Beni culturali della Regione mettesse tanto impegno quanto ne mette la Chiesa nella cura e nella fruizione del suo patrimonio culturale le cose andrebbero un po' meglio per l'occupazione e per tutto l'indotto che dal turismo e dalla cultura trae forza. Partendo da una frase di Benedetto XVI «Un'opera d'arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l'alto», l'ufficio Beni culturali della Diocesi di Trapani fornisce una rapida e intelligente guida tradotta anche in inglese per visitare un immenso patrimonio artistico fra Trapani, Erice, San Vito Lo Capo e Alcamo. Di fatto la Chiesa trapanese ha deciso, con un progetto che va avanti nel tempo, di consentire a un vasto numero di visitatori di fruire di un patrimonio culturale di inestimabile valore. L'itinerario comprende: a Trapani il museo diocesano di San Nicola, il polo espositivo di Sant'Agostino, il museo d'arte religiosa contemporanea di San Rocco; a Erice il museo La montagna del Signore che include i capolavori custoditi nelle chiese di San Martino, di San Giovanni, di San Giuliano e nel real Duomo; a San Vito Lo Capo il museo del Santuario e ad Alcamo il museo di arte sacra della chiesa Madre. La Chiesa di Trapani, grazie a don Pietro Messana, responsabile dei Beni culturali della Diocesi è riuscita a creare un museo diffuso consentendo la fruizione di un ampio patrimonio ecclesiastico. Ci troviamo dinnanzi a un evento di grande importanza poiché esso non è finalizzato soltanto alla fruibilità del bene, ma punta anche a creare, pur tra mille difficoltà, posti di lavoro. L'ideale sarebbe che alla rete dei musei, voluta da padre Messana, si collegassero anche i musei civici del territorio provinciale per offrire un «pacchetto» unico a quanti visitano la nostra provincia. Un percorso analogo a quello varato dalla Chiesa trapanese sta per essere portato avanti dai Comuni della Valle del Belice che hanno costituito «La rete museale dei Comuni belicini». E' un progetto più articolato nel quale si uniscono, come patrimonio unico del territorio, cultura, natura ed economia. In pratica la riserva naturale, l'olio, il vino, il pescato e l'area archeologica esprimono un unico valore culturale. Se la Chiesa è riuscita a mettere in rete il suo patrimonio, più difficile è l'impresa dei Comuni belicini, almeno che non intervenga la Regione, e all'assessorato regionale ai Beni culturali i Comuni si sono rivolti sostenendo un progetto sollecitato da un bando che prevede per questo scopo l'assegnazione di fondi comunitari. G. I. 24112012
SICILIA - Itinerario di capolavori d'arte sacra
L'ufficio Beni culturali della Diocesi di Trapani, con il supporto di don Pietro Messana, ha creato un itinerario di visita per un ampio patrimonio culturale della Chiesa trapanese, che comprende musei e luoghi di interesse religioso in diverse località della provincia. Il progetto mira non solo a fruizione del bene culturale, ma anche a creare posti di lavoro. Un simile progetto sta per essere portato avanti dai Comuni della Valle del Belice, che hanno costituito una rete museale unificata. Il progetto dei Comuni belicini è più complesso e richiede l'intervento della Regione per ottenere fondi comunitari.
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