Musei, Archivi e Biblioteche oltre la crisi: rilanciare il sistema. A Milano due giorni di incontri e dibattiti aperti al pubblico Pubblichiamo il testo introduttivo a firma congiunta di Alberto Garlandini, Marco Carassi e Stefano Parise, che è stato pronunciato ieri a Milano in occasione della giornata d'apertura degli Stati generali dei professionisti del patrimonio culturale 2012. "E' passato un anno da quando nel novembre 2011 qui a Milano, durante la Settima Conferenza nazionale dei Musei d'Italia, i Presidenti di ICOM Italia, di A1B e di ANAI hanno annunciato la decisione di costituire MAB Musei Archivi Biblioteche e di organizzare per fine novembre 2012 gli Stati generali dei professionisti del patrimonio culturale. Siamo stati di parola, MAB è stato costituito a livello nazionale e nella maggior parte delle regioni e oggi apriamo gli Stati generali. MAB e gli Stati generali sono frutto di un movimento spontaneo partito dal basso. L'idea è nata dai colleghi di Torino e del Piemonte ed è stata raccolta autonomamente da colleghi di altre regioni. Gli Stati generali sono stati preparati da riunioni in tutta Italia e da gruppi di lavoro interassociativi. L'idea che ci muove è che per fronteggiare la crisi globale è importante organizzare e valorizzare il punto di vista, l'esperienza e le proposte di quanti nei musei, nelle biblioteche, negli archivi, negli istituti della cultura lavorano quotidianamente, su basi professionali o volontarie. MAB è una realtà giovane, attiva e propositiva: sta crescendo in uno scenario sempre più difficile, per la cultura e per il nostro paese. Come diciamo nel nostro atto costitutivo, MAB è un movimento aperto alla partecipazione di tutti quanti sono impegnati nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali italiani, MAB invita tutte le associazioni che condividono la nostra battaglia e nostri obiettivi, espressi nel documento programmatico che abbiamo titolato ottimisticamente e guardando al futuro "Per il rilancio del sistema culturale italiano". Un anno fa abbiamo proposto di costituire MAB perché eravamo molto preoccupati. Dopo un anno la situazione è ulteriormente peggiorata. E' sotto gli occhi di tutti che stiamo vivendo una crisi globale di sistema e di modello di sviluppo: è crisi finanziaria ed economica, ma anche sociale e occupazionale, politica ed istituzionale, culturale ed etica. E' all'interno di queste sfide di sistema che costruiamo le nostre valutazioni, le nostre attività, le nostre proposte al paese. I nodi della crisi, delI'enorme debito pubblico e di anni di mancato sviluppo vengono al pettine tutti insieme: alla drammatica riduzione della spesa pubblica perla cultura si somma la contrazione delle risorse delle fondazioni di origine bancaria e in generale dei soggetti privati. Le conseguenze sono tante e tutte drammatiche: si stanno azzerando i capitoli dei bilanci pubblici destinati ai beni e alle attività culturali; viene messa a dura prova l'esistenza stessa di molti istituti culturali, pubblici e privati; manca il ricambio generazionale del personale e si corre il rischio di far scomparire le. direzioni scientifiche e i ruoli tecnici degli Istituti; sono messe in discussione l'occupazione, le condizioni di lavoro e il futuro delle nuove generazioni. Sono tante le ombre che ci circondano, ma non ci impediscono di vedere alcune luci che si sono accese nel buio della crisi. Sui media e nella parte più illuminata delle classi dirigenti si fa strada una nuova attenzione per la cultura e per la sua importanza in modelli di sviluppo più sostenibili. Leggiamo come un segnale benaugurante che in questo mese di novembre si siano tenute ben tre iniziative nazionali con obiettivi convergenti: la nostra, Florens 2012 e gli Stati generali della Cultura del Sole24Ore. Nel segno del pluralismo hanno partecipato a questi eventi insigni rappresentanti delle istituzioni e della società civile, uniti nel condividere i temi di una battaglia comune a favore della cultura. Abbiamo colto, nel severo e appassionato discorso del Presidente Napolitano un appello, che intendiamo accogliere anche noi con grande convinzione, a far valere tutte le "legittime esigenze e proteste" "con il massimo di razionalità e responsabilità". Molto importante ci appare il messaggio di fiducia che arriva dai nostri cittadini. In un periodo di drammatica contrazione dei consumi, tornati quelli di venti anni fa, non diminuiscono i consumi culturali. Malgrado la crisi gli italiani continuano a frequentare musei ed esposizioni temporanee, ad utilizzare i servizi di biblioteche ed archivi, a partecipare numerosi ad eventi culturali come quelli che si svolgono in questi giorni anche a Milano, a Venezia e in tante città italiane, grande e piccole. E' un attestato di fiducia nella nostra professionalità e una testimonianza concreta di come molti cittadini valutano positivamente i nostri istituti e le nostre attività. E' un capitale sociale che vorremmo poter difendere in modi anche più efficaci, offrendo un servizio culturale adeguato. Ci sono segnali di speranza, ma per ora nel paese non vediamo una effettiva inversione di tendenza, né una capacità vera di passare dal dire al fare. In troppi manca ancora la consapevolezza che mortificare la cultura e l'istruzione, mortificare gli istituti che tutelano e valorizzano il patrimonio culturale e promuovono l'accesso alla conoscenza vuol dire condannare il nostro Paese al sicuro declino. Occorre cambiare strada. L'offerta culturale del nostro paese è duramente colpita dalla crisi e ne uscirà molto trasformata. Come cambierà dipenderà dalla consapevolezza e lungimiranza delle classi dirigenti e delle comunità, ma anche dalle nostre proposte, dalla capacità della nostra comunità professionale di essere una rete di intelligenze, attiva e propositiva. C'è indubbiamente un grave problema di recupero di risorse economiche. Ma non è l'unica questione. Non ci sono soluzioni miracolistiche. Bisogna con coraggio e pazienza costruire insieme, dall'alto e dal basso, sussidiariamente, ognuno per le proprie competenze e possibilità, un movimento di rinnovamento culturale nazionale. Come MAB e come associazioni professionali abbiamo proposto che si lavori sia sulle grandi strategie a livello nazionale, sia città per città, territorio per territorio, regione per regione, dove i professionisti e i volontari degli istituti culturali, gli amministratori pubblici e privati, le fondazioni di origine bancarie e il terzo settore, i corpi intermedi e i soggetti privati che hanno a cuore il patrimonio culturale auspichiamo costituiscano tavoli tecnici e politici allo scopo di analizzare la difficile situazione e di condividere soluzioni di riorganizzazione e razionalizzazione. Nel manifesto di MAB abbiamo fatto concrete proposte per fronteggiare la crisi. Siamo convinti della loro utilità e le ribadiamo: sei gruppi di lavoro interassociativi hanno lavorato nei mesi scorsi e lavoreranno oggi e domani per consolidarle. Vogliamo discuterle e condividerle con tutte le istituzioni e con tutte le espressioni della società civile. Presentiamo oggi i temi e le proposte per il rilancio del sistema culturale italian che ci paiono decisivi: a) valorizzare il capitale umano e favorire il necessario ricambio generazionale; b) aumentare a livello nazionale e locale la capacità di fare sistema, di unire azione pubblica e azione privata, di lavorare per priorità condivise; c) orientare la fiscalità verso il sostegno agli istituti e alle attività culturali; d) formare, aggiornare e riconoscere le competenze professionali; e) rendere più accessibile il patrimonio culturale mediante la rete e le nuove tecnologie; f) sviluppare collaborazioni innovative nella prevenzione dei danni e nell'intervento in situazioni di emergenza. I professionisti del patrimonio culturale si sentono parte di una nuova classe dirigente nazionale e sono coscienti delle responsabilità che pesano anche sulle loro spalle. Il nostro apporto di idee, di impegno, di professionalità e di responsabilità è peculiare e complementare a quello dei decisori, della politica, delle istituzioni, dei mezzi di comunicazione, degli enti proprietari pubblici e privati degli istituti e dei beni culturali, delle organizzazioni datoriali e sindacali. Siamo convinti che non c'è rinnovamento e sviluppo economico, sociale e morale del nostro paese senza cultura e senza istituti culturali. In questa due giorni di Stati generali offriamo le riflessioni e le proposte di quanti dirigono e lavorano nei tanti musei, biblioteche ed archivi che ravvivano le nostre comunità. Mettiamo a disposizione il patrimonio di competenze e di professionalità, di responsabilità e di impegno, di volontà e di entusiasmo delle decine di migliaia di donne e uomini, giovani e meno giovani, che hanno fatto della cultura una scelta di vita e di lavoro. Non è poco e ci pare un segnale di speranza per superare le difficoltà del presente e per rinnovare e rilanciare il nostro paese.
Italia Sera
23 Novembre 2012
MILANO - Cultura: il vero motore dello sviluppo
ST
Stefano Parise
Italia Sera
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Bene culturale
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