L'economia della cultura punta al nuovo mecenatismo rispolverando vecchi strumenti legislativi. Restaurare un'opera del Verrocchio, come un incunabolo alluvionato, può infatti convenire a un'azienda, come a una società, che in virtù dell'art.38 della legge 342 può interamente dedurre la spesa dal reddito (100). La deducibilità delle «erogazioni liberali », così come le ha definite il legislatore, non sono affatto una novità, visto che la norma risale al 2000 e a ben vedere è una riformulazione di una precedente, addirittura del 1986. A differenza di altre regioni però, forse per scarsa informazione, le aziende in Toscana, mostrano scarsa sensibilità ai benefici fiscali, visto che (dati al 2006) solo il 14 dei musei pubblici ha usufruito dei finanziamenti dei privati. A promettere una buona comunicazione e un servizio di mediazione e di «borsa», attraverso un database che mette in fila gli interventi più urgenti, è ora l'associazione «Fund4art», una piattaforma per mettere in contatto la domanda di finanziamento con l'offerta dei privati (anche studi professionali consorziati), facendo da garante e intermediario tra il ministero dei Beni culturali e l'Agenzia delle entrate. Francesca Merz e Mario Guglielminetti, esperti d'arte e manager product torinesi ideatori di «Fund4art», avrebbero dunque individuato la risposta alla necessità di rintracciare risorse per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, trovando una sponda nel Comune di Firenze, dove ieri con Laura Longo in rappresentanza dei Musei civici fiorentini, l'assessore Sergio Givone ha presentato l'iniziativa (www.fund4art). L'economia della cultura è materia ancora nebulosa, sintetizzata fin qui dalla «sponsorship», strumento col quale le aziende possono finanziare restauri e interventi non necessariamente circoscritti ai beni culturali, come invece sono le erogazioni liberali. Attrarre risorse dai privati, in un periodo in cui lo Stato centellina i finanziamenti alla cultura è un obiettivo prioritario per Palazzo Vecchio come per la Regione Toscana, nelle cui aule si sta già lavorando ad una legge ad hoc. Già nello scorso marzo proprio a Palazzo Vecchio è stato organizzato un workshop sul tema delle erogazioni liberali, per spiegare alle imprese invitate il vantaggio rispetto alle sponsorizzazione che sono «solo» deducibili e non detraibili al 100.