«Il nostro obiettivo è riaprire completamente al pubblico Palazzo Ducale il prossimo anno, in primavera, quando terminerà il recupero». Parola di Giovanna Paolozzi Strozzi, sovrintendente ai Beni culturali di Mantova. Che prende posizione mentre proseguono i delicati lavori di restauro delle sale della reggia gonzaghesca simbolo storico artistico della città danneggiata dal sisma di maggio. «I numerosi danni e le crepe che si sono aperte all'interno delle camere del Palazzo dice sono una ferita che ha portato ulteriormente in evidenza l'importanza dei fondi stanziati per i beni culturali». Sovrintendente, è possibile visitare oggi Palazzo Ducale? «Solo una parte: è stato allestito un percorso alternativo, ma di grande suggestione, che attraversa la cosidetta Corte Vecchia e gli appartamenti dell'imperatrice, all'interno del quale spiccano una pala di Rubens e il ciclo arturiano del Pisanello. Il nostro obiettivo è riaprire al pubblico il prossimo anno, quando avranno termine le opere di recupero e sarà possibile visitare tutto il complesso». La visita del ministro Lorenzo Ornaghi ha dato impulso al restauro? «Il ministro è rimasto affascinato dalle sale del Palazzo ed in particolare dalla splendida Camera Picta, le sue dichiarazioni ed il suo interessamento hanno sicuramente dato maggior visibilità al problema causato dal sisma». I danni provocati dal terremoto non erano prevedibili, ma ora saranno applicati criteri diversi per la salvaguardia di Palazzo Ducale? «In effetti il sisma ha riaperto in alcuni punti crepe preesistenti e risalenti all'ultimo movimento tellurico di ben 5 secoli fa; nell'intraprendere le opere di restauro ora si terrà conto della messa in sicurezza di ogni singola porzione, come si sta già facendo per le cupole della Basilica di Santa Barbara e di Sant'Andrea. Sarà un lavoro lungo e impegnativo, ma essenziale per consolidare le parti architettoniche degli edifici e le preziose opere d'arte che hanno conferito a Mantova il sigillo di Patrimonio Unesco».