Università La Sapienza. 700 anni di vita del più antico ateneo della capitale a ritroso dalle pizzerie di San Lorenzo, dove esercita la professione di studente universitario la maggior parte degli iscritti alla fucina delle menti, fino al cinquecentesco palazzo della Sapienza proprio accanto a quella che poco dopo sarebbe diventata la magnificenza fatta chiesa di Borromini, sant'Ivo alla Sapienza, appunto. Un intreccio intricato, fatto di quartieri che nascono, di sedi che si spostano, di studi e convegni, di collaborazioni dotte con le istituzioni, di cronaca nera che colpisce il cuore della città, Marta Russo uccisa da una pallottola che viene da una finestra di Giurisprudenza, Bachelet in una lago di sangue sulle scale di Scienze Politiche. "I luoghi della Sapienza" è una piccola mostra che fa tutt'uno con le celebrazioni, già ampiamente sottolineate, del compleanno numero 700 dell'università romana. Soltanto una ventina di giorni (fino al 16 marzo) ad ingresso gratuito nel Salone Centrale dell'Ala Brasini nel Complesso del Vittoriano. Eppure una grande mostra nella capacità di evocare l'intreccio che lega l'università alla sua città e la città alla sua università. Due entità inscindibili nel continuo flusso di scambi che le hanno rese indissolubilmente complementari. Per questo l' esposizione, che attraverso documenti d'archivio, foto, disegni, grafici e oggetti provenienti da 18 musei interni alla struttura universitaria ha l'ambizione di raccontare proprio questo fecondo rapporto, è il frutto della collaborazione tra l'Università stessa, il Comune di Roma con i suoi assessorati alla cultura e ai lavori pubblici, e la Provincia. «Per secoli il cuore della Città Universitaria fu il centro di Roma, nell'area tra corso Rinascimento e il Pantheon, quando i famosi caffè del rione Sant'Eustachio erano i caffè degli studenti - spiega il magnifico rettore Renato Guarini - e il trasferimento nel '35 nella cittadella fuori le mura, realizzata da Marcello Piacentini, la separazione dalla città fu solo apparente, inserendosi invece nel progetto organico di trasformazione dei primi del '900. Esattamente come adesso - conclude il rettore - il piano di decongestionamento della cittadella e dei suoi dintorni obbliga alla costituzione degli atenei federati, famiglie di facoltà dislocate lungo alcune direttrici di sviluppo futuro». Considerazioni largamente comprovate in due delle sei sezioni della mostra dedicate alle Sedi Storiche e i Nuovi Luoghi della Sapienza. Ma la fusione con l'anima della città non è avvenuta solo a livello urbanistico. C'è anche un fruttuoso scambio di conoscenze e di apporti culturali alla base dell'amicizia tra le due realtà. «La collaborazione e lo scambio d'informazioni tra docenti e istituzioni è stata fondamentale per la realizzazione del Nuovo Piano Regolatore cittadino» aggiunge infatti Giancarlo D'Alessandro, assessore capitolino ai lavori pubblici. Importante anche il contributo dei diciotto musei della Sapienza che hanno offerto reperti e materiale d'archivio, mentre le sei sezioni espositive sono state organizzate da un lato secondo un criterio cronologico che ripercorre l'evoluzione dell'istituzione universitaria attraverso documenti, oggetti e grafici, dall'altro con l'obiettivo di analizzare gli insediamenti nella città nei loro aspetti urbanistici. Due sezioni complementari definiscono il quadro approfondendo l'apporto offerto dall'università nella conservazione dei patrimonio storico mentre il CISR ha realizzato un lungo documento video programmato nell'ambito della mostra. Domenica 27 Febbraio 2005 Chiudi Prossimo appuntamento per i festeggiamenti dei 700 anni ... Prossimo appuntamento per i festeggiamenti dei 700 anni della Sapienza a maggio quando, dal 9 al 13, si inaugurerà la "Rassegna di Audiovisivi su Roma dal Secondo Dopoguerra al Oggi", cinque giornate, completate da un ciclo di film dedicati alla capitale nella fascia serale fino a mezzanotte, in cui assemblando e mettendo a confronto materiali di diversa provenienza si ottiene una duplice lettura della storia recente della città e della sua università. Il CISR, Centro Interdisciplinare di Studi e Ricerche, infatti ha selezionato materiali audiovisivi provenienti dai principali archivi, come l'Istituto Luce e l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, Teche Rai e Roma Doc Festival, ai quali ha abbinato un ciclo di proiezioni di lungometraggi che si terranno nelle ore serali in ognuna delle serate. (MGF)