La segreteria di San Miniato: «Una dimostrazione della nostra capacità di governo» «Una dimostrazione della capacità di governo». Il giudizio è targato Pd San Miniato e si riferisce al caso delle tre cave di sabbia e ghiaia che per il Piano provinciale delle attività estrattive si possono coltivare nella Valle del Chiecina. La capacità, per la segreteria del Pd sanminiatese sta nell'aver «lavorato, nel Comune di San Miniato, nel Comune di Palaia e nel consiglio provinciale di Pisa, per costruire un percorso istituzionale che consenta di superare la previsione della realizzazione di cave nella valle». Solo dopo mesi di lotta e un ricorso pendente al Tar della Toscana, presentato dal Comitato "No cave" contro la Provincia e il Comune di Palaia, per bloccare quei siti di cava, si è aperto uno spiraglio alla possibilità di cancellare la previsione di estrazione di un milione di metri cubi di materiali dai siti di Chiudendone, San Giuseppe e Cambiati. Al Comune di Palaia,nei cui confini ricadono i siti di cava, di concerto con la Provincia di Pisa, si prova a recuperare terreno con un incarico al dipartimento di Scienze agrarie dell'Università di Pisa per uno studio sistematico e "terzo", che certifichi le aree della valle realmente vocate alla raccolta del tartufo. Nel frattempo, il Piano provinciale è in stand-by. E solo in seconda battuta sulla base dei risultati verrà aggiornata la carta dei vincoli, con la possibilità di stralciare tutte o alcuni di quei siti di cava. «Su questo percorso c'è stata la convergenza delle più significative associazioni dei tartufai, dei cacciatori, degli operatori del settore agrituristico afferma la segreteria del Pd della città della Rocca . Al suo successo, che consideriamo sicuro, è legata concretamente non solo la prospettiva di evitare l'inserimento dei siti per l'escavazione nel piano provinciale delle cave, che pure è stato definito dopo un percorso di discussione durato due anni e tenendo conto di tutte le osservazioni pervenute da istituzioni, associazioni e cittadini, ma anche quella della definizione di uno strumento adeguato alla protezione di quella valle, che è un territorio unico al di là dei confini amministrativi dei Comuni e delle aggregazioni intercomunali, e che merita di essere tutelato e valorizzato non solo come area tartufigena ma nei suoi aspetti faunistici, paesaggistici e stoico-culturali». Per il Comitato "No cave", al di là dl tartufo, da sempre contano anche la salvaguardia del paesaggio, delle attività agrituristiche sorte in questi anni, quattordici i posti di lavoro in bilico, e delle falde acquifere di cui è ricco il fondo valle. Un impegno che li vedrà mobilitati anche in questo fine settimana nella cornice della Mostra del tartufo bianco di San Miniato. La protesta è confinata tra le pareti di una sala con affaccio sulla centralissima via 4 Novembre. Qui ci sarà la possibilità di sottoscrivere la petizione con cui il Comitato punta a dare forza alle proprie ragioni, sposata anche dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e dall'assessore al Turismo Giacomo Gozzini. E conclude il Pd: «Abbiamo saputo rimettere in discussione una scelta istituzionale, ascoltando legittime esigenze dei cittadini».